La retorica della goliardia. Quando le curve rivendicano il diritto all’antisemitismo


Se c’è una cosa di paradossale nella vicenda degli adesivi di Anna Frank in maglia giallorossa affissi all’Olimpico, questa è certamente la reazione degli ultras. Sia di quelli della Lazio, autori del gesto, sia di altre tifoserie a loro vicine politicamente.

Una reazione che si può riassumere, di fatto, in una rivendicazione: il diritto all’antisemitismo.

Non si spiegano altrimenti certe affermazioni e certi comunicati ufficiali. In primo luogo quello degli Irriducibili [http://www.lalaziosiamonoi.it/editoriale/adesivi-in-curva-sud-ecco-le-parole-del-direttivo-degli-irriducibili-88128],  principale gruppo della curva nord laziale, arrivato subito dopo la denuncia del fattaccio:

“Rimaniamo stupiti da questo clamore mediatico. Esistono altri ‘casi’ che meriterebbero le aperture dei telegiornali e ampie pagine di giornale. Non ci dissociamo da ciò che non abbiamo fatto. Ci meravigliamo che queste, che vengono considerate offese, insulti o chissà che altro, quando però arrivano nei nostri confronti non scandalizzino nessuno (…) Tutto deve rimanere nell’ambito del ‘nulla’: si tratta di scherno e sfottò da parte di qualche ragazzo forse, perché in questo ambito dovrebbe essere collocata questa cosa (…) Sono manovre per colpire la Lazio, che si sta affermando come una tra le migliori realtà di questo campionato, e i suoi tifosi che invece tanto stanno provando a fare, con molteplici iniziative di cui nessuno ne parla”.

Nel portare avanti questa battaglia, come fa notare Ugo Maria Tassinari sul blog Fascinazione [http://www.fascinazione.info/2017/10/caso-anna-frank-gli-ultras-della-lazio.html], “Gli ultras della Lazio non sono soli”.

“Il messaggio che arriva dai principali stadi è forte e chiaro: le frange estreme del tifo rivendicano il diritto all’odio peggiore. In vari modi hanno contestato la lettura del Diario di Anna Frank, il gesto riparatorio deciso per sancire lo strappo con la comunità ebraica infuriata”.

Ad Ascoli, la tifoseria di casa, storicamente “nera”, ha preferito entrare nello stadio solo al termine del minuto dedicato al ricordo di Anna Frank e alla lettura di brani del suo diario. Durante lo stesso minuto, il giorno successivo la curva sud dello Juventus Stadium ha cantato, polemicamente, l’inno di Mameli [http://www.spazioj.it/2017/10/25/juve-spal-la-reazione-della-sud-ricordo-anna-frank/]. A Bologna i supporter laziali (non gli irriducibili che hanno disertato la trasferta “per non essere strumentalizzati”) hanno intonato cori fascisti. A Firenze gli ultras viola hanno semplicemente fischiato.

Reazione né isolate, né estemporanee, ma coerenti [http://www.bbc.co.uk/sport/amp/football/41762423]. Facendo un giro sulle pagine ultras si riscontra una giustificazione comune, che si ritrova anche nel comunicato degli irriducibili, e in quelli degli ascolani: il benaltrismo.

In pratica – si dice – ci sono ben altre questioni a cui pensare. I terremotati senza casa, gli italiani che non riescono ad arrivare a fine mese. Altro che la Shoah.

Ammoniscono gli irriducibili nel loro comunicato:

“Altri casi meriterebbero le aperture dei giornali”.

E poi, e questa è la giustificazione principale e onnipresente quando le curve vengono accusate di razzismo, si tratta di goliardia, di sfottò [http://www.osservatorioantisemitismo.it/articoli/gli-ultra-del-verona-calcio-definiscono-una-goliardata-la-manifestazione-neonazista-da-loro-organizzata-l1-luglio-scorso/].

Lo stesso avvenne nel 2013, la prima volta in cui glia adesivi di Anna Frank apparvero nelle strade di Roma [https://www.vice.com/it/article/gyjqb9/storia-adesivi-anna-frank-maglia-della-roma-antisemitismo].

Sempre gli Irriducibili rivendicano il diritto a discriminare, citando (e come dargli torto?) una sentenza di tribunale [http://www.forzaroma.info/rassegna-stampa/il-tempo/anche-per-la-cassazione-romanista-ebreo-non-e-reato/], secondo cui:

“non è reato apostrofare un tifoso avversario accusandolo di appartenere ad altra religione”.

Scherzare sulla Shoah non è razzismo, è un gesto goliardico. Così come è goliardico inneggiare all’eruzione del Vesuvio o lanciare banane ai  giocatori neri.

E chi non lo capisce non sa stare allo scherzo.

 

______________________________________________________________

Segui Mondocalcio su Facebook

leggi anche:  Anna Frank tifa Roma o Lazio? Il triste derby capitolino per il primato dell’antisemitismo

 

 

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Politica e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...