No al velo nel calcio. La Francia sfida la Fifa


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Velo si o velo no? Anche nel calcio la questione del copricapo islamico divide. C’è chi propende per lasciare alle atlete libertà di scelta, e chi invece ritiene opportuno vietarne l’utilizzo durante le gare ufficiali.

Quest’ultima, fino a poco tempo fa, era stata anche la posizione della Fifa. Ma un mese fa il massimo organo di governo mondiale ha emesso una sentenza storica, con cui ha garantito anche alle protagoniste del calcio femminile la libertà di indossare il velo.

Il pronunciamento è arrivato tramite l’International Football Association Board (Ifab). Lo scorso 2 marzo, l’istituzione con sede in Svizzera – a cui è affidato il potere di stabilire qualsiasi modifica delle regole del calcio – ha autorizzato l’uso del velo islamico per le donne e del turbante per gli uomini (come richiesto dalla comunità Sikh canadese). L’unica condizione posta è che il copricapo sia dello stesso colore delle divise.

Il pronunciamento della Fifa, tuttavia, non sembra avere chiuso la controversia.

Contro il via libera al velo si sono schierate subito le autorità francesi, intenzionate a mantenere anche nel calcio la propria visione laicista della società. Anche a patto di rompere con le massime autorità sportive.

In un comunicato ufficiale la Fédération Française de Football (Fff) ha ribadito “il divieto di indossare tutti i segni religiosi o confessionali”, stabilendo che “sia per quanto riguarda la partecipazione delle donne della nazionale francese nelle competizioni internazionali, che per l’organizzazione di competizioni nazionali, la Federcalcio francese ribadisce il proprio dovere di rispettare i principi costituzionali e legislativi di laicità che vigono nel nostro Paese e che sono presenti nei suoi statuti”.

Col suo no al velo nel calcio la Francia ha sfidato apertamente la Fifa, visto che le federazioni nazionali sono tenute a conformarsi ai pronunciamenti dell’Ifab.

Di tutt’altro orientamento sono state le reazioni dei promotori della campagna per la libertà di indossare il velo, tra cui il principe Ali Bin Hussein, giordano e vicepresidente della Fifa per l’Asia.

Secondo questi ultimi, la decisione della Fifa rappresenta una grande conquista e aprirà la pratica dello sport a tante ragazze che fino a oggi ne sono state escluse proprio per l’impossibilità di coprirsi il capo.

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