L’India imparerà mai ad amare il calcio?


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Una volta il presidente dalla Fifa Sepp Blatter ha definito l’India “il gigante addormentato” del calcio.

Avendo la seconda popolazione mondiale, in molti ritengono che l’India sia sotto-rappresentata nell’ambito dello sport più amato del mondo. Tim Samuels ha cercato di capire per One Square Mile se l’India potrà mai imparare a giocare ed amare “il bel gioco”.

Se dei bambini che giocano a cricket su un pezzo di terreno agricolo rappresentano tutto ciò che c’è da seguire, allora vuol dire che i presagi non sono buoni.

“Il calcio è spazzatura” urla un ragazzo, poco più che decenne.

Infatti nessuno nella decina di giovani ha mai sentito parlare di Barcellona, Liverpool o dei club di Manchester. Non vi è alcun fremito di interesse al pronuciare i nomi di Messi o Ronaldo.

Quello che rende tutto più scoraggiante per i sostenitori del calcio in India è che i ragazzini giocano a cricket su un pezzo di terra distante a stento un miglio o due dal campo di allenamento della squadra locale di calcio del Pune FC, un club che gioca nel massimo campionato indiano.

La sfida per il calcio è considerevole, nonostante una base di appassionati televisivi del calcio internazionale di circa 80 milioni di persone.

A dispetto dell’eredità coloniale britannica e di un bacino potenziale di talenti in una popolazione di 1,2 miliardi di abitanti, almeno a guardare i suoi talenti di casa l’India ha una chiara mancanza di abilità calcistica.

Al momento la nazionale langue nella 156esima posizione nel ranking Fifa, insieme al Liechtenstein (che ha una popolazione di 36mila abitanti) e appena sotto a San Vincent e Grenadine (popolazione di 103mila abitanti).

Sebbene si sia qualificata nel 1950, l’India non ha mai preso parte a una Coppa del Mondo. In quell’occasione si rifiutarono di partecipare, anche per il fatto che i suoi giocatori – che normalmente giocavano a piedi nudi – avrebbero dovuto indossare scarpe da calcio.

Nemmeno un solo giocatore della attuale nazionale gioca per uno dei grandi club all’estero.

Eppure c’è un grosso movimento in atto per accendere la passione calcistica in India.

Nel 2007, è stata creata la I-League – l’equivalente della English Premier League – forse sulla scia del boom calcistico asiatico in Giappone e Corea del Sud.

Il Pune FC, creato dal dal gruppo Ashok Piramal di Mumbai, un’importante famiglia di uomini d’affari indiani, è una delle 14 squadre della I-League.

Situata a circa 150 chilometri da Mumbai, Pune è una delle città indiane in maggiore sviluppo, fondata su hi-tech e alti profitti.

Si tratta della faccia moderna dell’India e, non a sorpresa, è vista come una città fertile in cui piantare un nuovo club calcistico di questo campionato nascente.

Proprio a poca distanza dalla strada dei ragazzini fanatici del cricket che non hanno mai sentito parlare di Manchester United o Barcellona, Anand Piramal controlla la sua squadra che si allena alla vigilia della sua prossima partita.

Il giovane uomo d’affari, formatosi in Gran Bretagna e ossessionato dal Liverpool, è il proprietario del club e ha la missione di portare il calcio alle masse.

“Passione”

Ha comprato un allenatore olandese e diversi giocatori all’estero. Alcuni giocatori della prima squadra vantano esperienze in Premier League .

“E’ semplicemente passione per lo sport”, dice Piramal, spiegando la sua decisione di dare vita al team.

“Seguendo il calcio europeo, seguendo la Premier League inglese ci si diverte molto, ma essendo in India crediamo che si debba fare qualcosa per il calcio indiano”.

Il progetto è ancora al suo stadio iniziale. Il campo di allenamento è simile a quello di un club inglese delle serie inferiori – così come il numero di spettatori.

Per la partita del Pune FC della scorsa settimana, una gara in cui si giocava la testa della classifica, il pubblico ammontava a poche migliaia.

Ma il successo futuro potrebbe basarsi sull’ampliamento del seguito del club e di quello del calcio nazionale, prestando attenzione al luogo da cui proviene la vera passione.

Tra coloro che fanno il tifo per il Pune ci sono giovani dei settori più poveri della società – orfani e bambini di strada – che, come gran parte del pubblico, sono stati cooptati dal club. Dopo tutto, è dura sviluppare un seguito raschiando il fondo.

Il club dice di volersi aprire a tutti i settori della società. Nandan Piramel sostiene che i suoi talent-scout stanno lavorando con le ong e saranno inviati negli slum della zona.

“E’ importante che tiriamo dentro i bambini del posto. Lo0 sport in generale ha la capacità di travalicare le caste – questiene rilevante in India – la religione e tutto il resto”.

Giocatori dei bassifondi

Dopo tutto, la passione per il calcio è tradizionalmente più intensa tra i settori più poveri della società, bambini che sognano di diventare il prossimo  Maradona o Messi – per scappare da un contesto umile.

Non c’è bisogno di raccontarlo ai bambini di di uno slum a solo un paio di miglia dal centro di Pune. Né c’è bisogno di dire loro cosa sono il Man City, il Man United o il Barcellona.

Dei 500 o quasi slum di Pune, ne ho trovato uno che è probabilmente il più fanatico di calcio – dotato del suo proprio club, il Sukhai FC.

Il campo da gioco può essere un pezzo di terra adatto al pascolo di bovini, ma la dedizione per il calcio è impressionante.

Gli abitanti di lunga data del sobborgo allenano la squadra , l’equipaggiamento viene pagato con la paga del manager e tutti sognano di giocare per a squadra locale, il Pune FC.

“Se non riesco a diventare un calciatore, allora non potrò vivere”, dice un 15enne vestito con la maglia rosso-Liverpool del Pune.

Un amico supporter del Pune aggiunge: “Voglio studiare e giocare a calcio, perché da grande voglio diventare qualcuno”.

La maggior parte dei giovani della sua età in India potrebbe dire lo stesso parlando di cricket, che tuttora ha il primato di ossessione nazionale.

Ma se l’India riuscirà a tirare sù qualche Maradona dagli slum – eroi cresciuti in casa in grado di alimentare lì’orgoglio nazionale – allora il gigante addormentato del calcio potrebbe iniziare a muoversi.

E un giorno l’India potrebbe anche conquistare la Coppa del Mondo.

Pubblicato su Bbc News il 14 febbraio 2014

Traduzione di mondocalciomagazine.com

 

 

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