Il modello multi-societario stile Udinese. A chi giova?


Giampaolo Pozzo, proprietario di Udinese, Watford e Granada

Giampaolo Pozzo, proprietario di Udinese, Watford e Granada

Il nuovo proprietario del Charlton Athletic, Roland Duchatelet, possiede o ha interessi in altri cinque club: Standard Liegi, FC Brussels, e Tubize AFC in Belgio; Upjest FC in Ungheria (attraverso il figlio); e Carl Zeiss Jena in Germania. E, come ha detto lui stesso, starebbe anche tenendo d’occhio l’AD Alcorcórn nella Seconda Divisione spagnola.

Quali sono i motivi che spingono verso un modello multi-societario? Il blog del Charlton, il New York Addick, ha esaminato i suoi possibili vantaggi commerciali:

“L’idea non è particolarmente nuova (ad esempio l’Enic [1] possedeva quote azionarie di più club), ma è stata prepotentemente riportata al centro dell’attenzione dalla famiglia Pozzo, che possiede Watford, Udinese e Granada.

L’esperienza del Watford parrebbe suggerire l’efficacia potenziale insita nell’uso di un solo ampio team di giocatori, inizialmente per favorire il progetto del club ‘giovane’ (in questo caso il Watford), ma con presunti benefici a lungo termine per i due club più ‘adulti’.

Questo tipo di progetto comporta non soltanto l’uso accorto del sistema dei prestiti e ingaggi stabili ‘falsati’, ma richiede anche un direttore sportivo disposto ad accettarlo. Tuttavia, che questo modello sia preferibile all’utilizzo dell’attuale sistema di prestiti/trasferimenti (sebbene con un budget più alto per commissioni e retribuzioni) è lungi dall’essere chiaro.

Anzi, va detto che l’Udinese ha non meno di 30 giocatori in prestito, di cui 24 alle società ‘non sorelle’ (compreso Matej Vydra, ora al West Bromwich, avendo precedentemente brillato al Watford). In breve, mantenere questo tipo di rosa allargata e centralizzata è costoso, specie se alcuni (come Vydra) stanno giocando ‘al di sotto dei loro standard’ e chiedono di essere retribuiti di conseguenza.

Inoltre la gerarchia relativa tra i club all’interno della multisocietà è fluida per definizione – per esempio il Watford raduna un pubblico maggiore di Udinese e Granada messe insieme, eppure gioca nel campionato inglese di serie B. I soldi guadagnati con la promozione eclisserebbero in ogni caso gli introiti di entrambe le società sorelle.

Perciò la chiave sta nel capire l’obiettivo generale della proprietà del gruppo – se si tratta di massimizzare i profitti, allora usare squadre come Udinese/Granata/Liegi per offrire al Watford/Charlton un modo economico di essere catapultato nella Premier possiede vantaggi evidenti. Ma che succede una volta arrivati lì? La situazione si complica, con i tifosi di ciascun club che credono di avere certamente diritto a un trattamento speciale.

Per quanto riguarda le altre potenziali sinergie tra i club del gruppo, benché sia certo che un consulente aziendale sarebbe felice di sbizzarrirsi con PowerPoint, in realtà sono piuttosto limitate, data la complessità delle operazioni cross-border (e nonostante gli altissimi costi fissi di gestione di un club). Un meccanismo centralizzato online di biglietti/vendita al dettaglio, ad esempio, potrebbe teoricamente funzionare, o si potrebbero trarre dei vantaggi da un sistema di scouting centralizzato.

Il potere contrattuale negli accordi commerciali ne verrebbe rafforzato solo se il gruppo rappresentasse parecchi club, ma difficilmente risulterebbe eccezionale se paragonato al genere di marchi globali cui anelano tutti i proprietari.

Ma se i proprietari vogliono conservare l’opzione di sfilarsi da uno dei club qualora gli fosse presentata un’offerta conveniente in tempi rapidi, che senso ha rendere le società sul piano operativo meno indipendenti di quanto non sarebbero in caso contrario?”.

Traduzione di Luca De Luca dall’originale di Football Economy

[1] Il Gruppo Enic (English National Investment Company) è una società di investimenti con interessi, tra l’altro, nel settore dello sport e dei media. Nei tardi anni novanta, durante il boom finanziario che vide la moltiplicazione degli investimenti sul calcio, l’Enic cominciò a comprare quote azionarie di società in tutta Europa, tra cui Tottenham Hotspur, Rangers FC, Slavia Praga, AEK Atene, Vicenza Calcio e Basilea FC. Attualmente, l’Enic detiene l’85 per cento di “Tottenham Hotspur Limited”, società proprietaria della squadra omonima. [N.d.T.]

 

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