Walter Casagrande, la Democrazia Corinthiana sbarca ad Ascoli


casagrande

Tommaso Lupoli

Estate 1987. A Corso Vittorio Emanuele – dove i tifosi dell’Ascoli erano soliti radunarsi – tra il caldo e la folla spiccò un fricchettone in infradito e tracolla di cuoio. Barbetta, capelli ricci lunghi e occhiali leggermente oscurati. «Ma quiste è comunista!» commentarono i tifosi. [1]

Wálter Casagrande Júnior centravanti carioca. Giocatore lento ma dotato di tecnica sopraffina. Oltre a colpire il pallone di testa sapientemente era specializzato in sponde: di testa, di piede in tutte le salse. Forte pure sui calci piazzati, quelli dal limite erano come rigori. Arrivò in Italia, nell’estate del 1987, acquistato dall’Ascoli del presidentissimo Costantino Rozzi che lo pagò circa un miliardo e 400 milioni di lire.

Bianconero per quattro stagioni, “Casao Meravigliao” – così lo chiamavano in Curva Sud – è considerato, ancora da molti, il miglior giocatore in assoluto dell’Ascoli di tutti i tempi.[2] In occasione della retrocessione dei marchigiani fece una proposta inusuale all’epoca. Il presidente Rozzi, tra i cadetti, non poteva permettersi il suo ingaggio e così il brasiliano propose un contratto ad obbiettivi [3]:

«Come dimenticare Costantino. Voleva sempre vincere. A lui non interessava l’avversario: c’era il Milan dei campioni? Bisognava vincere. E vincevamo! Quando retrocedemmo, nel ’90, mi disse ‘non posso tenerti con questo ingaggio’. Gli dissi ‘presidente non preoccuparti, troveremo un accordo: andrò via solo dopo aver riportato il Picchio in A’. Così facemmo un contratto a obiettivi, una novità assoluta per l’epoca: se avessi superato le 30 presenze, i 20 gol e se fossimo tornati in A. Feci 33 presenze, 22 gol e venimmo promossi».

Rivoluzionario in campo già a vent’anni. Casagrande era grande amico di Socrates – compagno di squadra ai tempi del Corinthians – e con lui aveva dato vita all’esperimento della Democrazia Corinthiana:

«Quando giocavo nel Corinthians fondai ‘Democracia Corinthiana’ insieme a Socrates e altri calciatori. Qui c’era la dittatura militare e la parola Democrazia era vietata. Con quel movimento gridavamo al mondo la nostra voglia di un Brasile libero». [3]

Totale democrazia e quindi piena libertà tanto che il calciatore una volta chiese ed ottenne il permesso di lasciare anzitempo il ritiro della squadra impegnata in una tournée lontana dal Brasile. Motivo della richiesta una ragazza bellissima che il calciatore voleva rivedere al più presto.[4]

Prima di arrivare in Italia indossò le maglie di Corinthians, Caldense, San Paolo e Porto. In serie A giocò anche due campionati con il Torino, collezionando 47 presenze e 10 reti in massima serie, una finale di Coppa Uefa (persa contro l’Ajax) e una Coppa Italia vinta. Chiuse poi la carriera con Flamengo, Corinthians, Paulista e São Francisco.

[1] http://www.tifometrobianconero.net/viewtopic.php?f=1&p=513721

[2] http://www.sport.it/articolo/calcio-protagonisti-ascoli-casagrande/

[3] http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/sport/calcio/2013/08/09/932174-walter-casagrande-ascoli-nel-cuore-attaccante.shtml

[4] http://www.lacrimediborghetti.com/2013/06/cantami-o-diva-di-walter-junior.html

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