Il gol di Tuta in Venezia-Bari, quando segnare diventa una colpa


Lo schiaffetto di De Rosa a Tuta al termine di Venzia-Bari

Lo schiaffetto di De Rosa a Tuta al termine di Venzia-Bari

Tommaso Lupoli

Lo pagavano per segnare fin dai tempi dell’Aracatuba e dell’Atletico Paranaense. Moacir Bastos detto Tuta, attaccante brasiliano del Venezia, mai avrebbe pensato che nel campionato più bello del mondo far vincere una partita potesse diventare una colpa.

24 gennaio 1999, prima giornata del girone di ritorno di Serie A. Nella nebbia del sant’Elena, Venezia e Bari erano sull’1-1. A quaranta minuti dal fischio finale le due squadre (che chiusero il campionato rispettivamente al decimo e undicesimo posto, entrambe con 42 punti) decisero che poteva bastare cosi’. Il pareggio serviva ad entrambe e allora vai con retropassaggi, triangolazioni e possesso esagerato. A 13 minuti dalla fine, Novellino richiamò Recoba e gettò nella mischia il brasiliano Tuta. L’attaccante prima sfiorò di testa il vantaggio poi, al 90esimo, incornò il pallone che dopo aver toccato il palo andò in rete. Tutti impietriti e non solo da freddo.

Un copione scritto male e interpretato peggio. Tangibile l’imbarazzo provato dai calciatori in campo, come gli spintoni e le offese. Tutto sotto gli occhi di tifosi e appassionati. Tutto raccontato dai cronisti, praticamente in diretta.

Altrettanto chiare le affermazioni rilasciate da Tuta, a mente fredda, nel pomeriggio del giorno dopo, su Repubblica [1]. La poca conoscenza della lingua italiana, alibi usato per giustificare il malinteso, non centrava niente. Il brasiliano aveva capito bene l’intenzione delle due squadre e le parole del compagno Filippo Maniero, solo che non era d’accordo:

«Ho fatto vincere il Venezia con un mio gol, eppure tutti si sono arrabbiati. […]I miei compagni erano contenti dell’1-1″. […] Non ho avuto bisogno di capirlo, me l’ha detto direttamente Maniero, poco dopo che ero entrato in campo al posto di Recoba. […] E’ vero che non parlo benissimo e che non capisco proprio tutto quello che mi dicono, ma in questo caso ho capito perfettamente e infatti sono rimasto sorpreso». 

Successivamente poi il calciatore ritrattò, così l’inchiesta aperta sul gol di Tuta in Venezia-Bari fu immediatamente archiviata. Dopo 15 anni, in una simpatica intervista all’interno di Sport Mediaset XXL [2], l’ormai quarantenne brasiliano è tornato a parlare di quel gol:

«Andammo in vantaggio: 1-0 alla fine del primo tempo e all’inizio del secondo tempo il Bari pareggiò immediatamente. Dopo il pareggio non ci fu più gioco. Nessuno attaccava. La palla circolava solo a centrocampo. Guardai Fabio Bilica, un altro brasiliano che stava in panchina con me, gli chiesi: “Fabio che cosa sta succedendo?” e lui disse: “Non lo so”. Era il gol della vittoria. I miei compagni… boh!… non festeggiarono. Questo atteggiamento mi lasciò sconcertato. Quando fini la partita, il capitano del Bari, il cui nome non ricordo, raggiunse il capitano della mia squadra, cominciarono a spintonarsi e a discutere. (…) Qualcuno del Bari (Gaetano De Rosa, ndr.), battendomi una mano sulla faccia, disse: “Bravo Tuta, bravo…” Gil spostai il suo braccio e il quarto arbitro mi spinse fuori dallo spogliatoio.  (…) Penso che sia una mancanza di rispetto per i tifosi che pagano il biglietto per assistere a una partita combinata».

L’episodio – secondo il calciatore – ha segnato la sua carriera. Almeno quella italiana. Nella stessa stagione, in Coppa Italia, segnò una rete contro la Juventus suscitando l’interesse proprio della vecchia signora [3]:

«Se non fosse stato per quel gol sarei rimasto in Italia tutta la vita. Avevo segnato con la Juventus in Coppa Italia. La Juve poi mandò un osservatore in un’altra gara ma Novellino non mi fece giocare. Ci fu pure una possibilità di andare al Vitoria Guimarães ma finii al Vitoria Bahia».

Un destino, quello di Tuta, simile e allo stesso tempo contrario a quello del connazionale e omonimo Moacir Barbosa Nascimento. Portiere titolare della Nazionale brasiliana al Mondiale del 1950 che fu sconfitta dall’Uruguay per 2-1. In occasione del secondo gol, l’estremo difensore carioca si fece sorprendere da un tiro di Alcides Ghiggia. Da quel momento fu sempre considerato come il responsabile della disfatta. Tuta come Barbosa, condannati entrambi per un gol.

[1] http://www.repubblica.it/online/sport/sospetti/tuta/tuta.html

[2]http://www.dailymotion.com/video/x1a2vwd_venezia-bari-la-verita-di-tuta_sport

[3] http://www.goal.com/it/news/2/serie-a/2013/10/15/4334199/torna-tuta-sempre-venezia-bari-in-testa-mi-voleva-la

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Una risposta a Il gol di Tuta in Venezia-Bari, quando segnare diventa una colpa

  1. panta28 ha detto:

    Ciao è un bel blog, non è che ricambieresti con il mio? http://pantacalcio.wordpress.com/ puoi trovare degli articoli sul calcio del passato tra cui uno sull’Euro-Vicenza di Guidolin e uno su Hasse Jeppson ;)

    Mi piace

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