Branco, il cecchino brasiliano sedato da Maradona


Branco-Claudio

Tommaso Lupoli per MondoCalcio

Spettacolo, fantasia, bellezza. Fuoriclasse leggendari ma anche cecchini infallibili dotati di una precisione da ragioniere. Cláudio Ibrahim Vaz Leal, meglio noto come Branco, terzino sinistro famoso per le sue terrificanti punizioni che prendevano sempre effetti stranianti. Il segreto? Colpiva la valvolina del pallone di cuoio con le tre dita esterne del piede. Alla brasiliana.

Dopo Guarany, Internacional e Fluminense, nel 1986 arrivò in Italia tra le file del Brescia. Con le rondinelle giocò due stagioni, per un totale di 50 presenze. Lasciata la penisola per una parentesi portoghese con la maglia del Porto, nel novembre del 1990, ritornò in Italia con il Genoa.

Proprio con i grifoni sfoderò la sua arma letale più volte. Una sua rete segnata su punizione in un derby venne raffigurata in numerose cartoline natalizie che i genoani spedirono ai sampdoriani per sbeffeggiarli. Un’altra, in formato europeo, il 4 marzo 1992 al Liverpool nell’andata dei quarti di Coppa Uefa: un siluro da trenta metri che si stampò direttamente all’ incrocio dei pali della porta di Hooper.

E’ risaputo che i brasiliani, quando indossano la maglia della Seleção, esaltano le proprie abilità. Una regola non scritta che Branco non infrangeva di certo. Durante il campionato mondiale di calcio in Italia, il 20 giugno 1990, nella gara Argentina – Scozia, con un fortissimo tiro su calcio di punizione mandò all’ospedale per forte trauma cranico Murdo MacLeod. Il giocatore scozzese, schierato in barriera, aveva tentato di colpire il pallone di testa.

La potenza divina del terzino brasiliano preoccupava addirittura Diego Armando Maradona. El Pibe de Oro escogitò così un modo per annientare il pericolo. In occasione degli Ottavi di finale che vedeva di fronte Argentina e Brasile, sedò letteralmente l’avversario. A confermarlo, quattordici dopo, lo stesso Maradona in un programma mandato in onda in tarda serata dal canale TyC Sport:

«I brasiliani venivano a bere alla nostra panchina, quando è venuto Branco e gli ho detto: ” Bevi pure”, lui si è scolato tutto. Poi è venuto Olarticoechea ( difensore dell’Argentina, ndr ) e a lui ho gridato: ” No, no, da quel bidoncino no”. [1] 

 Non ha mai avuto dubbi Branco, anche se le versioni non si sposano perfettamente:

«C’era Maradona a terra e accanto a lui il massaggiatore con le borracce. Chiesi a Diego il permesso di bere e loro, non ricordo se Diego o il massaggiatore, mi porsero un contenitore. Quell’acqua aveva un sapore amaro, però non ci badai. In pochi minuti avvertii un malessere. Mi girava la testa, le gambe erano strane: a tratti mi sentivo un leone, a tratti ero sul punto di svenire. All’intervallo domandai la sostituzione, ma Lazaroni ( il c.t. di quel Brasile, ndr ) mi intimò di tenere duro». [2] 

Come andò a finire quella partita è cosa nota.

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[1]http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2014/24-febbraio-2014/striscione-galeotto-foffyil-camorrista-ucciso-barbiere–2224124617561.shtml

 [1] http://sport.repubblica.it/news/sport/calcio-maradona-italia-90-branco-fu-sedato/755134

[2] http://it.sport.calcio.milan.narkive.com/8ROfFIjK/ot-branco-io-avvelenato-da-maradona

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