Il record che nessuno vuole ricordare


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Piergiuseppe Mulas per MondoCalcio

Da che mondo è mondo ogni bambino sogna di compiere prodezze destinate ad entrare nel guinness dei primati di sportivi. Figuriamoci poi se il record in questione riguarda il campionato del mondo di calcio. Eppure vi è un primato che in pochi ricordano, anche se è stato realizzato da un giocatore azzurro, e chi lo ricorda non lo fa sicuramente con piacere. Persino l’autore, che nel momento stesso in cui entrava nell’Olimpo dei recordman diventava oggetto delle imprecazioni dell’intero paese pallonaro.

Eppure no, non c’è nessun trucco, non stiamo parlando di un record negativo, stiamo parlando di un primato di quelli che in genere si invidiano.

È il 3 luglio 1990, quando a Napoli, in una città divisa tra maradoniani di stretta osservanza e patrioti nonostante tutto, Italia e Argentina si contendono l’accesso alla finale della Coppa del Mondo. Sono le notti magiche, e magiche lo sono veramente state fino a quell’atto, che sancirà l’addio degli azzurri ai sogni di gloria.

A dispetto di ciò c’è un uomo che quella sera entra nel guinness dei primati: è Walter Zenga, il portierone dell’Inter, che quella sera supera il record di imbattibilità ai mondiali, stabilito 12 anni prima da un certo Sepp Maier, portandolo a 518 minuti dai 476 precedenti.

Ma nessuno o quasi si ricorderà di quel record, perché al minuto 67 della sfida contro Maradona e compagni l’imbattibilità di Zenga finisce a causa di un’uscita errata del numero uno azzurro, che consente a Caniggia di pareggiare l’incontro.

Il resto è storia (arci)nota: la partita si trascina stancamente ai rigori, Goycochea ne para due (a Donadoni e Serena), mentre Zenga non riesce in alcun modo a riscattarsi. L’Argentina vola a Roma a giocare (e perdere) la finale contro la Germania Ovest, l’Italia a Bari per la finalina con gli inglesi.

Chissà se mai Zenga, ripensando a quel record maledetto, in cuor suo avrà ripensato alla sfida contro la Cecoslovacchia, quando l’arbitro annullando ingiustamente il goal di Griga per fuorigioco inesistente gli ha permesso di conservare la sua imbattibilità fino al fatidico minuto 67 della sfida di Napoli.

Un record raggiunto con l’aiutino doveva avere per forza di cose un suo contrappasso. Un terribile contrappasso, quello di essere destinato alla damnatio memoriae eterna.

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