Quando allenare significa anche educare


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Quando si parla di pallone, spesso si discute dei successi e degli insuccessi della nostra squadra del cuore. I giocatori non si impegnano, l’allenatore va cambiato, bisogna ricostruire un ciclo, tutti discorsi da baretto. Negli ultimi anni si è discusso anche dei numerosi processi legati al calcio scommesse, dal boom delle giocate online che si possono effettuare su internet, ma sempre meno si parla di quello che accade nelle piccole realtà comunali, dove a calcio si gioca ed i giovani vengono formati.

Pochi giorni fa è rimbalzata su molti giornali la notizia di una lettera aperta pubblicata dall’allenatore del Real Virtus, Andrea Checcarelli, in riferimento alla decisione di una madre di allontanare il proprio figlio dal campo da gioco perché non particolarmente dotato, o per essere più precisi, perché troppo “scarso”.

Nella lettera l’allenatore ha spiegato quanto questa decisione sia stato un fallimento personale come tecnico, ma sopratutto come persona, per non essere riuscito a coinvolgere il ragazzo, ad integrarlo all’interno del team e a migliorare i suoi limiti, quanto bastava per farlo sentire più coinvolto ed in grado di affrontare le partite. Ha spiegato poi come anche lui stesso in passato non trovò spazio nella squadra locale in cui militava, per poi tornare qualche anno dopo e conquistare il ruolo da titolare inamovibile.

Una riflessione che purtroppo non ha fatto cambiare idea alla madre del piccolo giocatore, ma che ha messo in risalto una realtà calcistica, quella giovanile, in profonda crisi e declino. Il calcio minore sta infatti prendendo il distacco dalla realtà, cercando spunti dal professionismo, ma assimilandone principalmente i difetti.

Già intorno ai 10-12 anni i bambini vengono divisi in base al talento in prima e seconda squadra, vengono ossessionati dalla vittoria da genitori che credono di avere un Messi o un Ronaldo come figlio, e dai tecnici che pensano solo alla vittoria, mentre sempre meno si pensa al lato umano delle persone. In tutto questo i veri valori del calcio, la passione, l’amicizia ed il divertimento vengono inesorabilmente a mancare.

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