Quando i Mondiali si tingono di sangue, Brasile 2014 come Italia ’90


lo stadio di Manaus in costruzione

lo stadio di Manaus in costruzione

Tommaso Lupoli per MondoCalcio

L’operaio rimasto ferito questa mattina alla testa da un oggetto metallico caduto dalla copertura dello stadio mentre smontava un’impalcatura, José Pita Martins, 55 anni, è la settima vittima nei cantieri degli stadi del Mondiale.

Brasile 2014 ancora deve cominciare e già ha riempito gli spazi di cronaca con ritardi, polemiche e morti. Ospitare una competizione mondiale ricalca con inchiostro diabolico il nobile quanto famoso motto di Pierre de Coubertin: “L’importante non è vincere ma partecipare.” Accogliere l’evento più importante del globo nel proprio paese è vincere partecipando. Tutto ciò che succede tra giugno e luglio, di ogni quattro anni, non richiama solo le luci dei riflettori ma – soprattutto – interesse a più zeri.

Quanto successo in Brasile, riporta alla memoria la tragedia avvenuta nel nostro paese durante i preparativi di Italia ’90. Il dramma che non deve farci dimenticare che la terza stella rammendata sul petto dell’allora Germania Ovest è impregnata di sangue.

Era il 1989 e allo stadio della Favorita (oggi Renzo Barbera, ndr) erano in corso i lavori di ristrutturazione. Lavori che avrebbero stravolto completamente l’impianto palermitano dalle fondamenta fino alla creazione di un secondo anello. Il 30 agosto il crollo:

«Uno schianto pauroso, un boato, otto tonnellate di acciaio che precipitano da un’ altezza di trenta metri. Una tragedia in pochi attimi, poi un silenzio agghiacciante alla Favorita. Fra le macerie i corpi di quattro operai, una fine orribile: schiacciati e sfigurati». [1]

Ai quattro si aggiunse l’ultimo corpo estratto vivo dalle macerie, deceduto successivamente al reparto di rianimazione del Civico. A conservare il ricordo della tragedia una targa affissa a un muro all’interno della struttura.

[1] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/08/31/morte-nel-cantiere-del-mundial.html

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