Più soldi per gli stadi che per l’istruzione e la salute. Ecco perché la Coppa del Mondo fa infuriare i brasiliani


brazil-protest-fla_2592987k

di Carlo M. Miele

“Coppa del mondo, apro le mani. Voglio denaro per salute e istruzione” è stato uno degli slogan più ricorrenti nelle proteste che hanno segnato le principali città del Brasile la scorsa estate, in occasione della Confederation Cup.

Il messaggio lanciato da migliaia di brasiliani è chiaro: il governo ha sprecato miliardi per organizzare i Mondiali del prossimo anno – di cui poco o nulla resterà in eredità al Paese – sottraendo fondi all’istruzione, alla sanità e agli altri settori più bisognosi di investimenti.

Ma quanto c’è di vero in queste accuse?

A rispondere ci hanno provato i giornalisti di Publica, che hanno messo a confronto i dati pubblicati dalla Controladoria-Geral da União (Cgu), agenzia del governo federale per la trasparenza della attività amministrativa. 

Stando a questa fonte, negli ultimi quattro anni in 9 delle 12 città brasiliane che ospiteranno la Coppa del Mondo l’ammontare dei finanziamenti destinati alla costruzione o al rifacimento degli stadi ha superato sensibilmente il totale dei trasferimenti assegnati all’educazione [1].

Tra i casi critici citati c’è quello di Recife. Per la costruzione della “Pernambuco Arena” la capitale pernambucana ha ricevuto da Brasilia una cifra tre volte superiore a quella destinata  all’istruzione.

Nessuna eredità

In questi casi gli organizzatori rispondono ai critici citando i vantaggi derivanti dalle opere che resteranno in eredità ai brasiliani al termine della Coppa.

Peccato che, anche sotto questo punto di vista, le cifre appaiono poco confortanti.

Secondo Publica, solo in strutture temporanee (come stand per centri multimediali, esposizioni commerciali e spazi destinati al pubblico vip) sono stati spesi 208, 8 milioni di real (circa 63 milioni di euro).

Complessivamente i finanziamenti strettamente legati all’evento (stadi, sicurezza, turismo, ecc.) superano di gran lunga quelli destinati alle opere infrastrutturali (aeroporti, porti e mobilità urbana): 9,1 miliardi di real (2,7 miliardi di euro) nel primo caso contro “solo” 8,1 miliardi (2,4) nel secondo.

Immaginenao

A ciò si aggiunga che, col passare del tempo,  sono saltati tanti degli interventi infrastrutturali previsti, per un valore complessivo di 7 miliardi di real (poco più di 2 miliardi di euro).

Tra questi figurano diverse opere destinate a migliorare la mobilità urbana, e considerate la principale eredità lasciata dai Mondiali alle città ospitanti e alla loro popolazione: da 50 progetti urbani previsti nel 2010 si è passati a soli 35.

Immagineggggg

Priorità a sanità e istruzione

La gestione del denaro pubblico compiuta negli ultimi anni preoccupa non poco i brasiliani, che si trovano a che fare anche con una crescente inflazione, che sta erodendo il potere di acquisto dell’emergente ceto medio.

In un’indagine compiuta dalla Confederação Nacional da Indústria (Cni) in collaborazione con l’Instituto Brasileiro de Opinião Pública e Estatística (Ibope), e pubblicata lo scorso 25 luglio, gli intervistati (7.686 persone distribuite in 434 municipalità) hanno indicato come settori critici su cui intervenire la sanità (indicata come prioritaria dal 71 per cento degli intervistati), la pubblica sicurezza (il cui finanziamento spetta però in larga parte ai singoli stati) e l’istruzione (37 per cento).

Anche negli ultimi giorni migliaia di persone sono scese in strada a San Paolo e in altre città del Paese, protestando contro “le spese milionarie per gli stadi”.

E proteste ben più consistenti sono attese in occasione dei Mondiali, quando – come avvenuto un anno fa – i manifestanti potranno contare anche su una maggiore attenzione dei media internazionali.

 ___

Segui MondoCalcio su Facebook

Segui Mondocalcio su Twitter: @mondocalcioblog

___

[1] Il dato complessivo vede il prevalere dei finanziamenti destinati all’istruzione (465 milioni di Real) su quelli assegnati agli stadi  (400 milioni per gli stadi); il tutto come conseguenza della incidenza delle tre “eccezioni”: Brasilia, Rio de Janeiro e San Paolo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Esteri e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...