Il 2014 può essere l’anno buono per il ritorno del mitico libero?


Franz Beckenbauer con la maglia della Germania Ovest

Franz Beckenbauer con la maglia della Germania Ovest

Di rado l’evoluzione della tattica calcistica segue un percorso esclusivamente logico. Anche quando il gioco è maturo per un determinato cambiamento, occorre un tecnico con il giusto gruppo di giocatori e le giuste circostanze affinché diventi norma, perciò prevedere quali saranno le innovazioni o le tendenze future è sempre una faccenda rischiosa.

Quel che si può dire, ad ogni modo, è che c’è almeno uno sviluppo atteso da tempo. Il calcio sembra pronto per la trasformazione del difensore in playmaker, per la seconda venuta del libero.

In anni recenti ci siamo abituati a vedere i terzini attaccare, in particolare grazie alla possibilità di sovrapposizione e inversione con le ali che tagliano verso il centro. Sebbene si possa parlare di formazioni con una difesa a quattro, spesso si dà il caso che i terzini siano meno difensori che esterni, con la responsabilità di sorvegliare tutta la fascia (in questo senso “laterale”, il termine spagnolo per quella posizione, che esprime un’idea di larghezza ma non di profondità, molte volte pare assai più appropriato dell’inglese “terzino”).

Come fece notare Jack Charlton, all’epoca Ct della nazionale irlandese, dopo la Coppa del Mondo del 1994, quando il 4-4-2 era ancora il modulo predominante, il terzino era l’unico giocatore che aveva spazio davanti a sé e quindi tempo per dettare il gioco.

Con la moderna prevalenza del 4-2-3-1 e del 4-3-3 spesso gli esterni giocano molto alti, schiacciati sul terzino, il che significa che oggi in una partita la chiave del conflitto tattico si trova prevalentemente nella disputa sulle fasce. Il terzino non ha più lo spazio che aveva quando il 4-4-2 incontrava il 4-4-2.

Tuttavia lo spazio di cui parlava Charlton esiste ancora, solo che non si trova nel punto di prima. Nonostante lo schema a due punte abbia cominciato a fare la sua ricomparsa da qualche mese, ci sono ancora parecchie squadre che giocano con un solo attaccante centrale.

Dato che soltanto una manciata di esse adotta una difesa a tre, in pratica la maggior parte delle squadre contrasta quell’unica presenza con due difensori centrali: uno per marcare e uno per coprire.

Il che ha finito per sembrare naturale, ma non è poi da molto che due difensori centrali si sono presi due centravanti. Il difensore libero è un lusso moderno. Dovrebbe, in teoria, avere spazio davanti a sé, vale a dire che dovrebbe avere la capacità di avanzare, arrivare a centrocampo, modificare l’angolo d’attacco, aggiungere un elemento nella zona centrale del campo e quindi potenzialmente attrarre su di sé i marcatori.

Se possiede abbastanza sicurezza da andare in avanti, come faceva gente del calibro di Franz Beckenbauer e Gaetano Scirea, può anche diventare un palese attaccante aggiunto, quasi impossibile da marcare per gli avversari poiché proviene dalle retrovie.

In qualche misura abbiamo già assistito alla ricomparsa del difensore che fa da portatore di palla. Pep Guardiola utilizzava spesso nel Barcellona Sergio Busquets come centrale, e l’idea di arretrare Javier Mascherano per farlo giocare come difensore centrale serviva in parte a introdurre nella difesa un elemento capace di impostare il gioco.

Javi Martinez faceva lo stesso, prima con l’Athletic Bilbao e poi col Bayern Monaco. Contemporaneamente, cresce il numero di difensori centrali che si trovano a loro agio con il pallone: Daniel Agger nel Liverpool, Leonardo Bonucci nella Juventus e Mats Hummels nel Borussia, tanto per fare tre nomi.

Bonucci, ovviamente, ha il vantaggio di giocare in una difesa a tre, quindi ha il vantaggio di una copertura supplementare, e può darsi che sia questo il modo in cui si realizzerà più facilmente il cambiamento.

Nel 2014 ci sarà il ritorno del libero? L’unica certezza è che c’è una tendenza generale verso l’universalismo, verso giocatori capaci di ricoprire più di un ruolo. Il calcio è pronto per il difensore centrale come playmaker, ma se emergerà quest’anno, nei prossimi cinque, o nient’affatto prima che il quadro tattico cambi e l’opportunità vada perduta, è impossibile dire.

(Traduzione di Luca De Luca dall’originale inglese Tactical Evolution: Could 2014 Welcome Back the Legend of the Libero?)

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