Mandela, il calcio e il nuovo Sud Africa post apartheid


Lizo Sitoto, portiere della Makana Football Association

Lizo Sitoto, portiere della Makana Football Association, a Robben Island nel 2006

Molto si è scritto delle leggendarie partite di calcio giocate nel carcere di Robben Island, dov’erano imprigionato Nelson Mandela ed altri esponenti dell’African National Congress.

Sull’isola nacque una vera è propria federazione calcistica, la Makana Football Associationche rimase in vita – in maniera più o meno continua – dal ’66 fino al ’91, anno di chiusura della prigione. Nel tempo la lega arrivo a comprendere fino a nove società, per un numero totale di 27 squadre, ognuna delle quali poteva contare su una cinquantina di “calciatori”.

Una storia incredibile, poi raccontata nel film More than just a game”

L’attuale presidente sudafricano Jacob Zuma fu giocatore e arbitro della federazione, e al campionato presero parte anche altri esponenti della lotta all’apartheid, da Steve Tshwete, Dikgang Moseneke e Tokyo Sexwale.

A quelle partite non poteva prendere parte, invece, Mandela, così come Walter Sisulu, Ahmed Kathrada e gli altri detenuti condannati all’isolamento.

I suoi compagni di prigionia raccontano, tuttavia, che seguisse segretamente i match dall’ala di isolamento della prigione, e che il calcio fosse diventato, anche per lui, uno dei pochi modi per sfuggire all’alienazione del carcere.

A parlare, tra gli altri, dell’importanza di quel “passatempo” è stato Lizo Sitoto, detenuto politico sudafricano e rugbista, che proprio a Robben Island si convertì al calcio e al ruolo di portiere:

Una persona rinchiusa e senza niente da fare non può pensare. Grazie al calcio, avevamo qualcosa di cui chiacchierare. E’ questo il motivo per cui rappresentava più di un semplice gioco.

Diversi anni più tardi, proprio con il calcio la rinascita sudafricana ha avuto la sua celebrazione internazionale, in occasione dei Mondiali del 2010. Ma già prima, lo sport (il rugby soprattutto) era servito a Mandela per ricostruire il Paese dalle macerie dell’apartheid. 

Un’immagine significativa è quella ripresa da Richard Maguire su Kick-Off:

Senza dubbio, il mio ricordo più bello di Mandela e il calcio risale al 12 luglio 1994. Era il giorno del suo insediamento come primo presidente democraticamente eletto del Sud Africa. Ed era anche il giorno in cui all’Ellis Park i Bafana Bafana dovevano giocare contro il forte Zambia, nella seconda gara con Clive Barkerin panchina. Lo stadio era pieno all’inverosimile, con 60mila persone ansiose di vivere il “Mandela Day”. La gara era combattuta e l’atmosfera vibrante, ma all’intervallo le squadre erano ancora sullo 0-0. Ma fu proprio quello il grande momento in cui Madiba fece il suo arrivo in elicottero, direttamente dalla cerimonia inaugurale al palazzo presidenziale di Pretoria.

Alla fine il Sud Africa vinse quella partita, per 2-1.

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