Lazio-Napoli e l’umiliante teatrino del processo sotto la curva


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Lazio-Napoli è finita da pochi secondi. Hanno vinto gli ospiti, con un risultato (4-2) che va oltre i meriti mostrati in campo.

La Lazio si è impegnata, non ha mollato un istante, sia sullo 0-0 che dopo essere passata in svantaggio. Ha raggiunto l’1-1 in maniera fortunosa nel primo tempo, e ha sfiorato il pareggio nella fase finale della gara, prima di arrendersi al quarto gol del Napoli a un paio di minuti dal termine.

Ai biancocelesti, insomma, ci sarebbe poco da imputare. Anche perché, se il campionato finora non è stato all’altezza delle aspettative, la colpa è pure di un organico inadatto, decisamente inferiore a quello di diverse squadre che la precedono in classifica. Di sicuro gli uomini di Pektovic hanno poco da rimproverarsi per quanto fatto contro il Napoli, rimanendo sempre in gara contro una squadra oggettivamente più forte.

Eppure a fine partita va in scena un copione già visto. La squadra, al completo, va sotto la curva per sottoporsi al “processo” degli ultras. Qualcuno resta a testa bassa, a subire gli improperi che piovono giù dalle gradinate, qualche altro chiede scusa. Un paio del gruppo, nell’occasione Cana e Candreva, si intrattengono in un faccia a faccia serrato con gli ultras. Alla fine la curva congeda la squadra, chiedendo per la prossima occasione più carattere. “Più palle”, se ci si vuole attenere al testo originale.

Niente di nuovo, insomma. Se fossimo in un altro paese ci sarebbe da stupirsi. Ci sarebbe da chiederlo sì il chiarimento, ma alla società che consente questo teatrino umiliante.

E invece no, siamo in Italia e tutto è normale. Tanto normale da riproporsi pressoché in qualunque piazza e in qualsiasi categoria. Per restare a Roma, chi non ricorda l’immagine di Totti umiliato dai suoi stessi tifosi, lo scorso anno, al termine del pareggio casalingo contro il Napoli?

E chi non ricorda i giocatori del Genoa costretti a consegnare le maglie ai tifosi in quanto indegni di indossarle? O chi non ha sentito parlare dei tesserati della Juve Stabia letteralmente spogliati dai propri supporter al ritorno da una umiliante sconfitta?

Qualcuno – lo ha ribadito anche un commentatore ieri sera in diretta – dirà che non c’è niente di strano. Che finché tutto rimane nell’ambito del chiarimento verbale va bene.  

In fondo, l’importante è non stupirsi di niente. Mai.

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3 risposte a Lazio-Napoli e l’umiliante teatrino del processo sotto la curva

  1. Michele ha detto:

    Maledetto codice non scritto, maledetta mentalità ultras, maledette regole non scritte e maledetto orgoglio d’appartenenza. Ognuno recita la propria parte, gli ultras fingono di amare la squadra più di altri, i giocatori fingono di essere legati alla maglia e di voler rispettare la curva. Peccato però che gli ultras sono gli stessi che dicono di seguire a prescindere dai giocatori e dai risultati, ma per una sconfitta, magari anche immeritata, sono pronti a a minacciare tutti, anche gli idoli, osannati fino alla domenica prima.

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  2. Edoardo ha detto:

    scusate eh…”umiliante teatrino del processo sotto la curva”???
    Nessuno gli ha obbligati, sono venuti di loro spontanea volontà a chiederci scusa dopo lo schifo che portano avanti da 4 mesi, credo sia il minimo.

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  3. gentlemenweekend ha detto:

    Chi paga il biglietto ha diritto di critica. E’ anche vero che non era questa la prestazione da criticare

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