Il pubblico del calcio non è quello del tennis, urlare “merda” al portiere avversario è un diritto sacrosanto (anche dei bambini)


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L’idea di aggirare la squalifica della curva Scirea dello Juventus Stadium con l’apertura ai soli bambini era assai discutibile. Sapeva tanto di compromesso all’italiana, della solita trovata di ingegno buona per aggirare la sanzione di turno. Se la squalifica c’era, andava applicata. Gradinate deserte e buonanotte.

Detto questo, le polemiche scatenate per il coro “merda” puntualmente scandito ieri sera dai giovanissimi supporter juventini a ogni rinvio del portiere dell’Udinese appare stucchevole.

Il pubblico del calcio (per disgrazia o per fortuna) non ha mai avuto niente a che spartire con quello del tennis, dove interferire con l’azione di gioco è deplorevole. Non ha niente in comune con la sportività del rugby, dove l’offesa gratuita all’avversario è oggetto di stigmatizzazione. E non assomiglia (non ancora almeno) a quello dei cinema o dei teatri, dove lo spettacolo va goduto in religioso silenzio.

Lo sfottò (perché di questo stavolta, e senza possibilità di equivoco, stiamo parlando) è un diritto sacrosanto del tifoso pagante. Quello in questione, poi, non è nemmeno lontanamente paragonabile alle odiose offese ad personam di cui pure spesso, negli stadi italiani, sono oggetto i calciatori , presi di mira per appartenenza etnica, orientamento sessuale non conforme o quant’altro.

Quello riproposto dai piccoli supporter juventini un coro antico, nato proprio per accompagnare il rinvio del portiere e, di conseguenza, anonimo. A Palermo ne hanno fatto un’arte (doppio coro che rimbalza tra le due curve della Favorita) ed è stato esportato con successo anche negli Stati Uniti, nella Major League of Soccer.

Sintetizzando, gridare “merda” al portiere avversario non può essere assimilato a discriminazione territoriale, non è razzismo e, visto il contesto, non ha nulla di ingiurioso per il suo destinatario.

Resta l’imputazione primaria, quella più grave, subito riproposta al fischio finale e sotto diverse forme su ogni media nazionale:

A scandirlo, questa volta, non erano adulti consapevoli, ma minorenni, anime innocenti! Dove finiremo di questo passo, signora mia…

E va be’, a questa accusa, manco vale la pena rispondere. Come a tutte quelle formulate da chi, all’occasione, finge di vivere in un altro mondo solo per potersi meglio scandalizzare.

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2 risposte a Il pubblico del calcio non è quello del tennis, urlare “merda” al portiere avversario è un diritto sacrosanto (anche dei bambini)

  1. Pier ha detto:

    Io ribalterei la prospettiva: fino a che lo fanno i bambini va benissimo, sono gli ultras (???) della juve ad essere patetici a fare “merda” ad ogni rinvio del portiere avversario. È una roba da bimbominkia.

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  2. peppedm89 ha detto:

    Reblogged this on geppo89 and commented:
    Un ottimo punto di vista, diverso da quello “ufficiale e un pò ufficioso” dei giornali, media vari e tv su quanto accaduto ieri allo Juventus Stadium.

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