Muore Nilton Santos, il primo terzino fluidificante di sempre


Nilton Santos (a destra) con il suo amico Garrincha

Nilton Santos (a destra) con il suo amico Garrincha

Piergiuseppe Mulas per mondocalcio.wordpress.com

Il destino che li accomunati nella loro vita di calciatori non li ha abbandonati nemmeno al momento della morte. A soli quattro mesi dalla scomparsa di Djalma Santos ieri si è spento il suo amico e compagno di nazionale Nilton Santos.

I due formarono quella che può a tutti gli effetti essere considerata la coppia di terzini più forte della storia del calcio. Il primo a destra e il secondo sull’out mancino, vinsero la Coppa Rimet in due occasioni nel ’58 e nel ’62.

Profondi innovatori del ruolo (Nilton Santos è considerato l’inventore del terzino fluidificante), furono i primi e insuperati interpreti di una fase di gioco che in Brasile avrà un lungo e fortunato seguito, da Carlos Alberto a Roberto Carlos e Maicon passando per Branco e Cafù.

Ad un fisico potente univano un’ottima tecnica, fattore quest’ultimo che era tutt’altro che scontato per un difensore, al quale all’epoca era richiesto di francobollarsi all’ala avversaria e nulla più. Non per niente Nilton Santos era soprannominato l’Enciclopedia, per via della sua capacità di eccellere sia in fase difensiva che offensiva.

Recentemente, nel 2004, è stato inserito da Pelé nella Fifa100, lista composta dai 125 più forti giocatori viventi ad insindacabile giudizio di o’Rey, ovviamente anche in quest’occasione in compagnia di Djalma Santos.

Nilton Santos aveva partecipato, in qualità di spettatore non pagante, anche al disastro del Maracanà. Nonostante avesse vinto solo l’anno prima la Coppa America con la Selecao non fu infatti schierato come titolare dal ct Flavio Costa, ma ebbe il privilegio di essere l’unico della rosa del ’50 a potersi riscattare giocando da titolare e vincendo le finali del ’58 e del ’62. Una soddisfazione non da poco se si pensa al fardello che hanno dovuto sopportare i protagonisti loro malgrado di quella sciagura nazionale, il portiere Barbosa su tutti.

Oltre la nazionale il suo grande amore fu il Botafogo, unica squadra di club con la quale abbia giocato, racimolando qualcosa come 723 presenze, record tuttora imbattuto del club, vincendo 4 Campionati Carioca (1948, 1957, 1961, 1962), 3 Torneio Início do Rio de Janeiro (1961, 1962, 1963) e 2 tornei Rio-San Paolo (1962, 1964).

Sono stati gli anni migliori della storia del Botafogo, che contese la supremazia nazionale al Santos di Pelé; in quella squadra oltre a Nilton Santos militavano giocatori del calibro di Didi, Amarildo, Zagallo ed un certo Garrincha. E proprio quest’anno in occasione del suo 88esimo compleanno il Botafogo, fresco vincitore del Campionato Carioca, è andato a celebrare il vecchio campione con tanto di coppa al seguito.

Uno come Nilton Santos del resto non può essere dimenticato nemmeno se ha smesso di giocare cinquanta anni fa. E Dio solo sa quanto avremmo oggi maledettamente bisogno di uomini capaci di vestire, come lui, solo due maglie, quella del Suo club e quella della sua nazionale.

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