Omofobia fuori dalle curve, la nuova battaglia ultras in Germania


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Ve lo immaginate un gruppo ultras che sceglie la lotta all’omofobia come propria campagna?

Provare a pensare a qualcosa di simile in Italia, dove le curve sono spazio libero per discriminazioni di ogni sorta (poi subito accantonate come mera “goliardia”), è impossibile. In Germania, invece, è realtà.

Protagonisti sono gli ultras del Fortuna Düsseldorf, storico club tedesco vincitore di un campionato nazionale negli anni trenta e attualmente militante in serie B.

Da qualche tempo, il Düsseldorf è stato eletto a squadra del “Warm Up 95”, un’organizzazione che si batte contro l’omofobia. L’intesa raggiunta tra gli attivisti e la parte più calda del tifo biancorosso ha permesso di avviare una vera e propria campagna di sensibilizzazione sugli spalti, mediante striscioni, filmati, t-shirt e volantinaggi ad hoc. 

Come ha spiegato a Metro World News Dirk Middeldorf, fondatore della rete Queer Football Fans, “la chiave è avere degli alleati. Non importano le regole, l’importante è convincere le persone”.

Qualche riscontro positivo sulla riuscita della campagna già c’è. La prova del nove si è avuta in occasione del big-match contro i rivali del Colonia, città considerata la “capitale gay” della Germania e dunque obiettivo scontato per i soliti cori omofobici. Ebbene, l’ultima volta i tifosi del Fortuna hanno preventivamente sensibilizzato il pubblico di casa, facendo circolare un opuscolo intitolato “Fortuna per tutti noi” in cui si chiedeva proprio di astenersi da offese di stampo omofobico, e gli odiosi slogan non si sono sentiti.

Certo a Düsseldorf WarmUp95 ha avuto vita particolarmente facile, vista la forte tradizione antifascista della squadra e dei suoi supporter. Il tema della lotta all’omofobia, tuttavia, è sentito in tutta la Germania – mondo del calcio compreso – più che altrove. Tanto da rendere possibile la creazione di una vera rete nazionale di tifoserie gay, fino ad arrivare alla Dichiarazione di Berlino dello scorso luglio, sottoscritta dalla Federcalcio nazionale e da importanti club come Bayern Monaco e Hannover 96.

Altrove, in Europa, le cose vanno diversamente.

L’esempio tedesco, con i suoi club di tifosi gay, ha ispirato qualche gruppo analoghi tra i supporter di Barcellona, Arsenal e Liverpool. Proprio il Liverpool, così come la nazionale olandese, hanno preso posizione sul tema, aderendo al gay-pride.

Niente del genere si vede invece in Italia, e meno che mai nell’Est europeo, dove anzi l’omofobia, e il razzismo, sono temi portanti per le tifoserie più militanti. Indicativo è un recente sondaggio citato da Metro World News, secondo cui il 70 per cento dei tifosi, in Europa, durante le partite di calcio sente cori anti-gay. 

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