I lavori per i Mondiali in Qatar causeranno la morte di 4mila lavoratori immigrati


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di Robert Booth*

La frenesia edilizia del Qatar in vista della Coppa del Mondo del 2022 – denuncia la International Trade Union Confederation (ITUC) – rischia di costare la vita ad almeno 4.000 lavoratori migranti prima che venga dato un solo calcio al pallone.

L’organizzazione ha monitorato le morti degli operai edili nell’emirato del Golfo negli ultimi due anni e ha dichiarato che si prevede un afflusso di almeno un altro mezzo milione di lavoratori provenienti da paesi quali Nepal, India e Sri Lanka, per completare stadi, alberghi e infrastrutture in tempo per il calcio d’inizio della Coppa del Mondo. Il bilancio annuale delle vittime tra coloro che lavorano ai siti in costruzione, sostiene l’Ituc, potrebbe arrivare a 600 all’anno – quasi una dozzina a settimana – a meno che il governo di Doha non attui immediatamente delle riforme.

L’Ituc ha basato la stima sulle cifre della mortalità corrente tra lavoratori nepalesi e indiani, che costituiscono il grosso della massiccia forza-lavoro migrante in Qatar, 1,2 milioni di individui, la maggior parte dei quali sono edili.

L’Ituc ammette che per molti dei deceduti la causa della morte non è chiara – con autopsie spesso non eseguite e l’attribuzione di routine a infarto – ma, d’altro canto, crede che le responsabilità vadano imputate alle pesanti e pericolose condizioni di lavoro e agli angusti e fatiscenti quartieri dove alloggiano i lavoratori.

Il duro monito fa seguito a un’inchiesta del Guardian, che ha rivelato che 44 lavoratori nepalesi sono morti tra il 4 giugno e l’8 agosto di quest’anno, quasi la metà dei quali per infarto o incidente sul luogo di lavoro.

Gli operai hanno raccontato di essere stati costretti a lavorare con temperature di 50°, di impiegati che trattengono le paghe e i passaporti per parecchi mesi rendendogli impossibile la partenza, del divieto di bere acqua gratis. L’inchiesta ha scoperto che tra i lavoratori che vivono in condizioni antigieniche e di sovraffollamento la malattia è endemica, e sono stati riscontrati casi di denutrizione. Trenta operai edili nepalesi hanno trovato rifugio nell’ambasciata del loro paese e in seguito hanno lasciato il Qatar, dopo aver denunciato di non essere stati pagati.

L’ambasciatore indiano in Qatar ha detto che 82 operai indiani sono morti nei primi cinque mesi di quest’anno e 1.460 si sono lamentati presso l’ambasciata delle condizioni di lavoro e di problemi con il visto. Tra il 2010 e il 2012 sono morti in Qatar più di 700 operai indiani.

Senza cambiamenti nei metodi di lavoro, moriranno più operai per costruire le infrastrutture nella fase preparatoria alla Coppa del Mondo di quanti saranno i giocatori a scendere in campo, ha ammonito l’Ituc. “Non è stato fatto niente di concreto dalle autorità del Qatar in merito alla questione,” ha detto Sharan Burrow, segretario generale dell’organizzazione con sede a Bruxelles, che ha incontrato il ministro del Lavoro del Qatar e i funzionari del comitato organizzatore di Qatar 2022, che stanno preparando il paese per la Coppa del Mondo.

“La stima del tasso di mortalità dei lavoratori migranti in Qatar, fondata su dati certi, dimostra che in media muore almeno un lavoratore al giorno. In assenza di reali misure di contrasto del fenomeno e con l’aumento del 50 per cento della manodopera migrante, ci sarà contestualmente un incremento delle morti.

“Siamo assolutamente convinti che le morti siano dovute alle condizioni di vita e di lavoro. Tutto ciò che il Guardian ha scoperto concorda con le informazioni raccolte durante le nostre ispezioni in Qatar e Nepal. Esistono testimonianze sconvolgenti degli operai sul sistema che c’è lì. La Coppa del Mondo del 2022 è un evento di alto profilo e andrebbe implementato con i più alti standard possibili, ma, chiaramente, non è questo il caso.”

Si stima che il Qatar, il paese più ricco al mondo per reddito pro capite, stia spendendo l’equivalente di 62 miliardi di dollari delle sue ricchezze in gas e petrolio nella costruzione di infrastrutture per i trasporti, hotel, stadi e altri impianti in vista della Coppa del Mondo.

L’Ituc ha calcolato il numero di lavoratori migranti già presenti nel Qatar in oltre 1,2 milioni e dice che probabilmente ne servirà un altro milione per preparare il paese all’evento sportivo più importante del mondo. “La Fifa ha bisogno di mandare al Qatar un messaggio forte e chiaro, ossia che non permetterà che la Coppa del Mondo nasca sulle spalle di un sistema di moderna schiavitù, che lì, oggi, è realtà per centinaia di migliaia di lavoratori migranti,” ha detto Burrow.

Anche l’analisi dell’Ituc sulle morti avvenute in estate sembra collimare con l’inchiesta del Guardian. Il quotidiano ha scoperto che 32 operai nepalesi sono morti a luglio, molti dei quali giovani sotto i 20 anni. “Il Nepal incide per poco meno della metà sui lavoratori migranti in Qatar, e i rapporti su altri paesi d’origine indicano numeri analoghi di lavoratori provenienti da questi paesi che stanno perdendo la vita in Qatar,” ha detto Burrow.

Invitato a esprimere un commento sulla previsione di migliaia di morti, un portavoce del comitato organizzatore di Qatar 2022 ha detto giovedì che gli organizzatori sono rimasti “inorriditi” dalle rivelazioni del Guardian sulle morti degli operai nepalesi emigrati nello stato del Golfo per lavorare.

“Come chiunque altro, vedendo il video e le immagini, e leggendo le didascalie, siamo rimasti inorriditi dalle scoperte presentate nell’articolo del Guardian,” ha detto il portavoce. “Non ci sono giustificazioni perché un qualsiasi lavoratore in Qatar, o in qualunque altra parte del mondo, debba essere trattato in questa maniera.

“La salute, la sicurezza, il benessere e la dignità di ogni lavoratore che contribuisce alla costruzione della Coppa del Mondo Fifa 2022, sono della massima importanza per il comitato e noi stessi abbiamo l’incarico di assicurare che l’evento faccia da catalizzatore per la creazione di un miglioramento sostanziale delle vite di tutti i lavoratori in Qatar.”

Uno dei maggiori esperti di emigrazione per motivi di lavoro dall’Asia meridionale al Golfo ha ammonito il Qatar che il maltrattamento dei lavoratori gli si ritorcerà contro, poiché la manodopera che utilizzano per costruire la loro economia comincerà a ribellarsi.

Il professor S. Irudaya Rajan, presidente del gruppo di ricerca sulle migrazioni internazionali al Centre for Development Studies del Kerala, in India, ha detto: “Hanno bisogno di gente dall’India e dal Nepal per fargli fare il lavoro duro e i lavoratori hanno diritto a un trattamento migliore poiché sono quelli che reggono la loro intera economia.

“I cittadini del Qatar li hanno resi invisibili all’interno della loro economia, ma ora devono renderli visibili. Nel XXI secolo, il lavoro dovrebbe essere trattato alla stessa stregua del capitale”.

Rajan ritiene che gli operai indiani saranno trattati meglio di altri in quanto la storia relativamente lunga di emigrazione di lavoratori dall’India al Golfo significa che per loro esistono già in loco delle reti di protezione sociale.

* pubblicato sul Guardian del 26 settembre 2013. Traduzione di Luca De Luca

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