Perché sostenere la squadra della propria città è fuori moda


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di Christopher Harris*

In un mondo perfetto, tutti noi faremmo il tifo per le squadre di calcio professionistico della nostra città. Non solo tiferemmo per loro, ma andremmo a vederle giocare nelle partite in casa. Compreremmo il loro merchandising e le seguiremmo fino alla fine dei nostri giorni. Eppure, sono convinto che questa sia un’idea obsoleta e antidemocratica. Lasciatemi spiegare perché.

Dopo la recente sfida tra Union Philadelphia e Manchester United, il lettori di questo sito che vivono in America e tifano per il Manchester, sono stati criticati dalle tifoserie sia dello Union sia dello United per aver sostenuto i Red Devils. I tifosi dello Union lamentavano il fatto che i supporter dello United negli Stati Uniti dovrebbero tifare per una squadra locale della MLS[1]. E anche i supporter del Manchester in Inghilterra hanno detto la stessa cosa.

Ma chi stabilisce le regole? Sappiamo tutti che la maggioranza dei supporter del Manchester United in Inghilterra non vive a Manchester. Dunque questi supporter dovrebbero tifare solo per la squadra della loro città e rispettare il “divieto” di tifare United? E riguardo ai tifosi che vivono negli Stati Uniti, sarebbe corretto che tifassero solo per la loro squadra locale di MLS quando potrebbero non avere con essa alcun legame, potrebbero non abitarvi vicino o non vederla in Tv tanto spesso? Dopotutto, nel caso del Manchester United, i Red Devils appaiono in Tv assai più spesso della vostra squadra media di MLS.

Il motivo per cui il vecchio adagio “sostieni la squadra della tua città” non va più di moda è che esso non tiene conto della globalizzazione. Oggi possiamo provare un’affinità più stretta per una squadra, non importa di che sport, distante mille miglia da noi, perché la vediamo sul nostro televisore, che ci sta davanti per tutto il tempo a soli tre metri di distanza. Se viveste in Inghilterra, negli Stati Uniti o in qualunque altro posto del mondo, molti di voi probabilmente tiferebbero per squadre diverse di paesi e campionati diversi. Tanto per fare un esempio,Tyler Bleszinski, il fondatore di SB Nation[2], tifa per Roma, Oakland Athletics e New Jersey Devils. Tutte squadre che sono distanti mille miglia l’una dall’altra.

A mio avviso è antidemocratico pretendere che i tifosi sostengano solo la squadra della loro città. È quasi come se ci fosse un regime fascista che ti impone cosa puoi o non puoi fare. Che succede se sei nato a Newcastle, una città terribilmente passionale, ma disprezzi Mike Ashley, il proprietario del club? Anche se non sei d’accordo con il modo in cui conduce i suoi affari, hai per caso scelta? Ovviamente sì, ma se credi alla maggioranza della gente che ti dice insistentemente di tifare solo per la squadra della tua città, hai ben poco da scegliere per il resto della vita.

La pura fortuna di nascere e vivere vicino alla propria squadra non dà ai tifosi il diritto di criticare chiunque altro nel mondo dovesse tifare proprio per quella squadra. Perché vivere vicino alla tua squadra non fa di te un tifoso migliore né meglio informato. Un tifoso che vive a Lexington, Kentucky, o a Melbourne, Australia, potrebbe essere un supporter del tuo club di gran lunga migliore e saperne in proposito più di te. 

E cosa dovrebbe accadere a gente come il sottoscritto, che è cresciuto tifando per una squadra ma poi si è trasferito? Durante la mia adolescenza in Galles, scelsi di tifare per la squadra dello Swansea City non perché fosse la più vicina, non perché fosse lo “Swansea”, non perché mi ero innamorato di quel club durante la sua esplosiva risalita dalle serie minori fino al vertice del sistema piramidale del calcio inglese. Ma perché, essendo la squadra della mia città, per me era più facile vederla. Del resto, la maggior parte dei miei amici faceva il tifo per altre squadre, come Manchester United o Leeds United. E lo fa tuttora.

Ma quando, da adolescente, sono partito per gli Stati Uniti, avrei dovuto lasciare la mia fede per lo Swansea City alla frontiera? A dispetto di quel che avrei dovuto fare, tifo ancora per lo Swansea ed è ancora la mia squadra preferita. Sono piuttosto tradizionalista in parecchi modi, perciò da quando vivo nella Florida del Sud, ho finito per tifare per i Fort Lauderdale Strikers e, più tardi, il Miami Fusion e – adesso – il Miami FC. Ma stando a quei supporter della MLS secondo cui dovrei seguire e sostenere la Major League Soccer, che tipo di legame ci sarebbe? Nessuno. Vivo a mille miglia di distanza dalla squadra di MLS più vicina. E allora? Dovrei indossare una maglia del DC United e tifare per loro anche se non ho nessun legame con Washington DC?

Capisco che sia importante sostenere il calcio locale perché altrimenti, se tutti noi guardassimo solo i club esteri, non potrebbe sopravvivere. Ma la realtà delle squadre locali, specie quelle della Major League Soccer, è che non competono più sui mercati locali. Competono su scala globale. Perciò, se vogliono riempire i posti a sedere nei loro stadi, devono vendere le loro squadre su mercati differenti. Le fedi locali decrescono mentre la globalizzazione si espande sempre di più. Perché andare a vedere un calcio inferiore giocato dalla squadra della tua città quando sul tuo televisore puoi vedere il meglio del meglio da tutto il mondo?

L’altro argomento che sento molto spesso, e che trovo divertente, è quello per cui la gente si domanda: come possono i tifosi di un club essere veri tifosi se non sono mai stati allo stadio casalingo di quel club? Secondo me è un argomento debole, perché se tutti noi avessimo i soldi per farlo, sono certo che visiteremmo lo stadio del nostro club ogni volta che ne abbiamo voglia. Anche se, per la maggior parte dei tifosi, assistere di persona a una gara casalinga del loro club è un sogno, è impossibile. Prendiamo il Manchester United: si stima che abbia oltre 330 milioni di tifosi in tutto il mondo. L’Old Trafford è uno stadio capiente, ma il club dovrebbe disputare più di 4.000 gare casalinghe di fila e radunare 76.212 tifosi diversi in ciascuna gara per avvicinarsi a quella cifra. Gli abbonati potrebbero sentirsi un tantino preoccupati di fronte a una prospettiva del genere.

Insomma, la mia opinione è questa. Andate a tifare per la squadra della vostra città, ma non vergognatevi di tifare anche per una squadra che è distante cento o mille miglia da voi. In un’epoca come la nostra, in cui consumiamo entertainment da ogni parte del mondo, non dovremmo sentirci dire cosa possiamo o non possiamo fare. Faremo il tifo per squadre diverse per ragioni diverse. Che non saranno sempre del tipo “perché quella è la squadra migliore”. Non siamo tutti fanatici dei grandi club. E per quanto riguarda quei tifosi del calcio inglese che ci ridono in faccia perché scegliamo le squadre, be’, semplicemente, ignorateli. Non capiscono. Lo stesso vale per i tifosi delle squadre di MLS.

Sostieni tutte le squadre che vuoi e amale per le ragioni che credi.     

* pubblicato su World Soccer Talk. Traduzione di Luca De Luca 

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[1] La MLS, Major League Soccer, è la massima serie del campionato di calcio nazionale americano. [N.d.T.]

[2] SB Nation, “Sports Blog Nation”, è una piattaforma web che raggruppa oltre trecento blog di notizie sportive dedicati ai campionati professionistici e universitari dei vari sport che si praticano negli Stati Uniti, dal baseball al basket, dall’hockey al football e, appunto, al calcio. [N.d.T.]

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4 risposte a Perché sostenere la squadra della propria città è fuori moda

  1. Luca Stigliani ha detto:

    Articolo interessante, ma credo che la tesi di fondo sia per così dire applicabile alla situazione statunitense, ma non a quella italiana. I diversi campionati nazionali non sono tutti dello stesso livello e mi pare normalissimo che un americano o un giapponese tifi per un grande club europeo.
    Premesso che ognuno è libero di tifare per chi vuole, perché per esempio un bolognese che vive a Bologna, piuttosto che tifare per la squadra della sua città, dovrebbe tifare Juventus?

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    • redazione ha detto:

      fai un esempio scontato: dico anche io Bologna, senza dubbio.
      Ma esistono contesti più controversi: uno che è nato a Battipaglia per chi deve tifare? è obbligato a scegliere la Battipagliese? può optare per la Salernitana, visto che comunque Salerno è il suo capoluogo di provincia? deve scegliere il Napoli per vicinanza e identità meridionalista? o infine la Juve per vincere facile?

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      • Luca Stigliani ha detto:

        In molti scelgono la Juve per vincere facile ;) Comunque il tuo esempio calza a pennello. Io sono di un paesino in provincia di Foggia ma non ho mai tifato Foggia perché non la sento affatto la mia città. Se parliamo di piccole realtà che non hanno una squadra che milita nelle serie maggiori, è naturale tifare per un club di serie A, magari comunque sostenendo la squadra della propria città nelle serie minori. Le due cose non si escludono a vicenda. Ma se vivi in una città che ha una storia calcistica alle spalle o comunque che milita nelle serie maggiori, mi sembra giusto tifare per la squadra locale.

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  2. rinomarinelli ha detto:

    Sono in totale disaccordo. Il vizio di fondo di quest’articolo sta tutto nell’equiparazione tra calcio ed entertaiment. I veri tifosi sanno bene che il football è ben altra cosa da uno spettacolo. Sto a Roma da 25 anni e mai e poi mai ho tradito il mio Avellino,

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