I fallimenti dell’Inter? Questione di identità


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Se c’è una squadra, tra le grandi, che può essere tranquillamente accusata di bipolarismo, quella è l’Inter.

Come si spiega altrimenti la sua storia, passata e recente, l’alternarsi di alti e bassi, il susseguirsi di epici (anche se poi non così frequenti) trionfi e di cocenti delusioni?

E ancora, come si spiega altrimenti l’ultima stagione, iniziata alla grande, impreziosita dal successo a Torino contro l’odiata Juventus, e poi finita in farsa?

Elio Matassi, filosofo e interista, ha provato a fornire una spiegazione in “Pensare il calcio” (Il Ramo, pp. 98).

In fondo, scrive Luigi Cavallaro nella recensione del libro pubblicata dal Manifesto, per i nerazzuri, “se si prescinde dal piazzamento e dal numero di sconfitte, la stagione 2012-13 non è stata dissimile da molte altre”.

La ragione non va cercata (non solo almeno) negli errori della società o dell’allenatore, ma nella stessa identità dell’Internazionale di Milano. In un vero e proprio “destino” del club, che, come tale, è impossibile mutare.

Scrive ancora Cavallaro, riprendendo Matassi:

Nata per scissione dal Milan, sotto il segno dei Pesci, la squadra nerazzurra ha da sempre abituato i suoi tifosi all’alternarsi di impennate gloriose e cadute rovinose: imprevedibili le une e le altre, e sempre maturate in un brevissimo torno di tempo. Una specie di alternanza tra Dr. Jekyll e Mr. Hyde, che ha reso quella nerazzurra l’unica squadra per la quale l’aggettivo “pazza” è usato davvero a proposito. Questa cifra “ontologica” ha costituito per lunghi anni un orizzonte sostanzialmente intrascendibile. Un “destino”, saremmo tentati di dire, in cui tesi e antitesi (cioè vittorie e sconfitte) si ricomponevano immancabilmente in una “sintesi” il cui significato ultimo stava nel riconfermare eternamente che c’era stata, e c’era, un’unica, sola, vera “Grande Inter”: quella degli anni ’60 di Moratti (padre) ed Herrera. qualcosa che ricorda assai da vicino la freudiana coazione a ripetere, dalla quale, com’è noto, non si esce mai”.

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8 risposte a I fallimenti dell’Inter? Questione di identità

  1. wwayne ha detto:

    A mio giudizio il fatto che l’ Inter sia tornata a non vincere ha una spiegazione ben precisa: Moratti non ha più voglia di investire, semplicemente perché ha già vinto tutto, sa che non bisserà mai i successi del 2010 e quindi ha tirato definitivamente i remi in barca.
    Non lo colpevolizzo per questa scelta: lo colpevolizzo per come l’ ha giustificata agli occhi dei tifosi. Invece di dire chiaro e tondo “Non c’ho più voglia”, si é nascosto dietro al Fair Play Finanziario, dicendo che fosse stato per lui avrebbe continuato a spendere e spandere, ma c’é Platini che lo bacchetta, e quindi lui deve a malincuore chiudere i cordoni della borsa. TUTTO FALSO! Anche se Platini non avesse inventato il Fair Play Finanziario, Moratti COMUNQUE non avrebbe tirato fuori un euro.
    E poi, quella regola vale per tutti, ma non per questo le big d’ Europa hanno cominciato a smantellare la squadra come ha fatto l’ Inter negli ultimi anni: questo prova che, anche in regime di austerity, é possibile raggiungere un equilibrio economico senza delle eccessive perdite tecniche.

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    • Michele ha detto:

      Questa è la ragione dei mancati successi delle ultime tre stagioni, mentre mi dovresti spiegare le vittorie degli anni post calciapoli? L’Inter ha trionfato in Italia per mancanza TOTALE di avversari credibili, mentre l’anno del triplete il merito è da riconoscere allo special one e ad una serie di coincidenze che difficilmente si potrebbero ripetere. Se la Juve non fosse stata retrocessa e se Ibra non fosse stato venduto a due soldi, l’Inter non avrebbe vinto due scudetti con Mancini e successivamente non sarebbe stato venduto a 40 milioni al Barca, con quei soldi l’inter ha costruito la squadra che ha poi successivamente trionfato in Europa.
      Gli anni precedenti a calciopoli l’Inter non ha vinto nulla (il trofeo birra moretti, o la coppa TIM ovviamente non fanno testo) per totale incapacità manageriale di Moratti e del suo staff, non a caso se escludiamo il primo anno di Ronaldo, i nerazzurri hanno sempre chiuso la stagione con deludenti piazzamenti. Insomma penso che anche senza Moggi l’era di Moratti, almeno fino a calciopoli, non avrebbe prodotto molti più successi, forse avrebbe vinto uno scudetto in più, comunque poco se rapportati agli investimenti effettuati. Dal 1990 squadre come Samp, Parma, Lazio, tralasciando Juve e Milan, hanno arricchito la loro bacheca più dell’Inter.
      Se parliamo di calcio, seriamente, dobbiamo evitare di parlare dell’Inter, perchè una squadra che svende Pirlo, Seedoorf, e compra a peso d’oro Vampeta, Gresko, Guly, Dabo , e tanti altri che preferisco non nominare per non offendere coloro che il calcio lo praticano per davvero, non può pensare che non ha mai vinto nulla di importante solo perchè per colpa di Moggi prima, adesso per mancanza di voglia di spendere.

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      • wwayne ha detto:

        Hai un’ ottima memoria: ricordi molti bidoni che forse molti tra gli stessi interisti hanno ormai dimenticato. Potrei aggiungere Sorondo, Solari, Kily Gonzalez, Vivas, i 3 turchi (Emre, Hakan Sukur e Okan Buruk), Farinos, Gamarra, Brechet, Karagounis… questi giocatori spesso venivano acquistati come conseguenza dei successi altrui: il Galatasaray vinse la Coppa UEFA, e allora l’ Inter gli comprò mezza squadra; il Valencia fece 2 finali di Champions, e allora arrivarono Farinos e Kily Gonzalez…
        Il ragionamento era: questi giocatori hanno vinto altrove, se li portiamo da noi vinceranno anche qui. Peccato che di quelle squadre vincenti o quasi vincenti l’ Inter acquistasse puntualmente i giocatori più scarsi. E in ogni caso, vincente non significa forte: quante volte abbiamo visto fallire in Italia un giocatore arrivato con un palmarès infinito?
        Riguarda alla famigerata operazione Pirlo – Seedorf, sono tra i pochi che non colpevolizza l’ Inter più di tanto per quelle cessioni. Seedorf aveva rotto con il pubblico interista, e l’ esplosione di Pirlo era assolutamente imprevedibile. Finché Ancelotti non si inventò il ruolo del regista basso, Pirlo alternava degli anni in cui scaldava la panchina in una grande ad altri in cui riusciva a giocare soltanto in una piccola come Reggina e Brescia. Chi avrebbe mai potuto prevedere che questo giocatore sarebbe diventato 2 volte campione del mondo? Al limite si può colpevolizzare l’ Inter per averli dati ad una diretta concorrente, ma anche per quello bisogna mettersi nei panni della società: si ritrovava in squadra una promessa fino ad allora non mantenuta (Pirlo) e un giocatore inviso alla piazza (Seedorf), arrivò una società disposta a portarglieli via tutti e due in un colpo solo, chi non avrebbe accettato?
        Ti ringrazio per la stimolante chiacchierata, e più in generale per avermi risposto. Tanti bloggers non lo fanno, oppure replicano con 2 righe giusto per cortesia; tu sei decisamente di un altro livello. : )

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  2. Michele ha detto:

    I nomi dei giocatori da te citati (ovviamente quando parliamo di vampeta o gresko al termine calciatore dobbiamo dare un senso molto ma molto ampio) ovviamente non fanno altro che confermare quando detto da me, era infatti sottointeso che quando tu compri Vampeta e pensi di poter vincere coppe e/o campionati le sconfitte sono SOLO il frutto della tua incapacità manageriale.
    Seedoorf aveva rotto con la piazza, però mi devi spiegare come mai certi episodi succedono all’inter e non altrove, o comunque come mai in casa nerazzurra hanno una risonanza mediatica maggiore.
    Su Pirlo invece vorrei ricordarti che nell’anno di Brescia Mazzone lo schierva nello stesso ruolo dove in futuro fu impiegato da Carlo Ancellotti, scelta che fu resa necessaria per far giocare insieme Pirlo, Baggio e Guardiola, non a caso nel Milan fu schierato davanti la difesa per permettere ai rossoneri di schierarlo insieme a seedorf e rui costa. Come mai nessuno l’ha fatto all’inter? Semplicemente perchè Tardelli non era un allenatore, ancellotti si.
    Ma al di là dei casi specifici sono dell’idea che l’inter non hai mai vinto nulla non per colpa di Moggi o del sistema ma per incapacità di Moratti, che per 10 anni ha strapagato Recoba sperando che il chino prima o poi gli facesse vincere qualcosa. Ma prima ancora di Moratti l’inter è la squadra che mediamente vinceva campionati ogni 10 anni ed è la squadra che in Europa non ha mai contato nulla, se non nei due anni di Herrera.
    Il post calciopoli è finito e l’inter adesso si ritrova a vivere nella sua dimensionale abituale, cioè di squadra molto seguita ma che non è competitiva, al di là di Moggi e Platini, e alle luce di questo voglio capire gli interesti a chi addosseranno le colpe? A Moggi? A BerlusconI? Alla dea bendata? Adesso non hanno scuse, nessuno ha vantaggi, in teoria dovrebbero competere con la Juve o il Milan o il Napoli.
    p.s. dimenticavo tra i vari fenomeno Stramaccioni: solo l’inter gli avrebbe permesso di allenare.

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    • wwayne ha detto:

      Stramaccioni é un’ altra scelta che l’ Inter ha fatto copiando i successi altrui. Il Barcellona ha vinto promuovendo Guardiola dalla Primavera alla prima squadra, e molte altre squadre, tra cui l’ Inter, hanno tentato di fare la stessa cosa, senza rendersi conto che di Guardiola ce n’é uno.
      Soprattutto, non si sono rese conto che ad altissimi livelli la gavetta serve come il pane. Ti aiuta a capire come relazionarti con i giocatori e con l’ ambiente, a preparare e a leggere meglio la partita, e soprattutto a fare più facilmente le scelte giuste. Certo, tutte queste cose te le insegnano anche a Coverciano, ma la frequentazione di un corso non potrà mai sostituire l’ esperienza diretta.
      Stramaccioni a mio giudizio é durato così a lungo soltanto perché l’ Inter sapeva che esonerarlo sarebbe equivalso ad ammettere di aver perso la scommessa. Accadde anche alla Roma con Luis Enrique e alla Fiorentina con Mihajlovic: era chiaro già dopo le prime partite che l’ allenatore non era all’ altezza, ma la società per non ammettere lo sbaglio l’ ha tenuto finché la situazione non é diventata insostenibile. E così sono andate in vacca delle stagioni che potevano tranquillamente essere salvate.
      Mazzarri al contrario é un tecnico favoloso (e mi costa dirlo, perché umanamente mi sta simpatico come un crampo al culo), e quindi se quest’ anno l’ Inter fallirà sarà soltanto per la pochezza dell’ organico. Tenendo di conto che l’ andamento di una stagione é influenzato da tanti fattori assolutamente imprevedibili, come credi che si piazzerà l’ Inter a fine campionato?

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      • Michele ha detto:

        Mi auguro con tutto il cuore che l’inter non vada oltre un dignitoso ventesimo posto. Detto questo non sono in grado di fare pronostici, perchè tanti fattori possono incidere. Se guardassi solo all’organico credo che squadre come Juve, Napoli, Milan e Fiorentina siano superiori, ma c’è da dire che i nerazzurri hanno ingaggiato un ottimo allenatore che magari sarà in grado di colmare il divario con le altre. Per certi questa Inter mi ricorda molto la prima Juve di Conte. Detto questo aggiungo anche Stramaccioni nella passata stagione non è stato aiutato dalla buona sorte, troppo infortuni hanno condizionato la sua annata nerazzurra, quindi fare pronostici ora è molto difficile. Considerando i mezzi a disposizione hanno condotto un’ottima campagna acquisti, un pò meno quella riguardante le cessioni, anche se vendere “fenomeni” come Pereira è veramente difficile, per non parlare di quelli rotti come Chivu.

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      • wwayne ha detto:

        Non ho mai creduto all’ alibi degli infortuni. Un bravo allenatore saprebbe far giocar bene la sua squadra anche se fosse composta interamente da Primavera e scarponi. Come esempio cito sempre Serse Cosmi, capace di salvare per più volte consecutive un Perugia dove puntualmente si cedevano i big per sostituirli con dei giocatori acerbi, brocchi e inesperti della serie A o addirittura del campionato italiano. Come faccia un allenatore come lui ad essere disoccupato é un assoluto mistero, oltre che una colossale ingiustizia. Vale lo stesso discorso per Luigi De Canio.
        Riguardo alla Fiorentina, non sarei così ottimista, perché c’é un divario troppo netto tra titolari e riserve.
        Alla Juve se si infortuna Marchisio gioca Pogba, alla Fiorentina se si fa male Pizarro gioca Olivera.
        Al Milan se si infortuna Balotelli gioca Pazzini, alla Fiorentina se si fa male Gomez gioca El Hamdaoui.
        Con questi presupposti, come possono anche solo sperare di inserirsi nella lotta per la Champions League? A meno che non allunghino la panchina in questi ultimi giorni di mercato, non credo che miglioreranno il piazzamento dell’ ultimo campionato. Molte grazie per la stimolante chiacchierata. : )

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  3. Michele ha detto:

    Ovviamente nel corso di un campionato ci sono tanti fattori che incidono, quindi se alla viola gira tutto bene possono giocarsi le loro carte, non è un caso che nelle ultime 4 stagioni in coppa campioni oltre alle solite note ci sono andate in ordine Samp, Udinese e Udinese, e se non fosse stato per qualche arbitro “generoso” la Fiorentina, tutto a scapito di grandi club. Quindi i gigliati quest’anno possono competere per traguardi ambiziosi, e se riuscissero ad arrivare tra le prime 5, magari disputando una ottima coppa uefa di certo non si potrebbe definire fallimentare la stagione della Fiorentina.
    Io sono convinto che se l’Inter con la rosa al completo comunque non sarebbe andata oltre il sesto posto, per essere generosi, questo però non toglie che Stramaccioni è stato anche sfortunato.

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