In Inghilterra Ugo Ehiogu sfida il tabu degli allenatori neri


Ehiogu con Peter Schmeichel

Ehiogu con Peter Schmeichel

di Alistair Magowan*

Il mese scorso, mentre un vento freddo spazzava le colline dello Staffordshire orientale, a St. George’s Park Ugo Ehiogu si è riunito a un gruppo comprendente l’ex portiere del Manchester United Peter Schmeichel e l’ex attaccante del Liverpool Robbie Fowler per fare un altro passo nella costruzione della sua carriera di allenatore.

A dispetto del clima fuori stagione, l’ex difensore dell’Inghilterra ha inaugurato la licenza A della Uefa sapendo che a giugno si sarebbe aggiunto allo staff tecnico dell’Inghilterra di Peter Taylor nella torrida Turchia, per la Coppa del Mondo Under 20.

A sentire il quarantenne, la decisione – presa in aprile – è stata una “sorpresa”.

Ehiogu, coach della primavera del Tottenham, ha la possibilità di ripetere la stessa bella esperienza fatta dall’ex centrocampista dell’Everton Phil Neville con la squadra di Stuart Pearce al Campionato Europeo Under 21.

Ma l’ex difensore centrale di Middlesborough e Aston Villa potrebbe fare la sua parte dando anche un impulso alla crescita del numero di giocatori neri nelle squadre giovanili inglesi.

La compagine dell’Inghilterra Under 20, che domenica in Turchia giocherà la prima partita del gruppo contro l’Iraq, schiera tre giocatori neri in una rosa di 21. Eppure dall’Under 21 all’Under 17 circa il 40 per cento dei giocatori sono non-bianchi. Una cifra addirittura superiore a quella del professionismo inglese, che si attesta attorno al 30 per cento.

Ehiogu è uno dei 30 allenatori qualificati in un elenco stilato dalla Professional Footballers Association con l’intento di accrescere il numero di allenatori neri nel calcio professionistico.

Ci sono solo quattro CT neri nelle prime quattro divisioni del calcio inglese e il preparatore di coach della PFA Paul Davis è convinto che incentivare questa figura aiuterà i giocatori neri, offrendo loro modelli da imitare provenienti da background potenzialmente simili. In qualità di CT dell’Under 19 e dell’Under 18, Noel Blake rappresenta già un esempio degno di nota.

È un’idea con cui Ehiogu si trova d’accordo e che, secondo lui, acquista maggiore importanza più il giocatore è giovane. Ma Ehiogu sa anche che l’abilità di un allenatore nel comunicare con i giocatori può prescindere da etnia, età o retroterra sociale.

Tra una sessione di allenamento e l’altra a St George’s Park, Ehiogu ha dichiarato alla BBC Sport: “È come nella società. I ragazzi vogliono giocare al calcio e quando possono vedere o relazionarsi a qualcuno che gli somiglia o proviene dalla loro stessa zona o ha il loro stesso background o la loro stessa educazione, con questo qualcuno possono stabilire un rapporto.

“E quando stabilisci un rapporto con qualcuno come giocatore o individuo ti ci aggrappi, per così dire, è inevitabile.

“Comunque, ricordo quando lavoravo con Terry Venable per la nazionale inglese. Sapeva parlare ai giocatori in modo da farsi ascoltare, perciò tutto sta nel trovare un equilibrio.

“Una volta raggiunto il livello professionistico come giocatore c’è poco da discutere, perché hai avuto successo, ma probabilmente è nel calcio compreso tra i 10-11 anni e l’Under 18-19 che c’è ancora molto da fare. È quello il settore, credo, in cui servirebbe essere meglio rappresentati.”

Ehiogu dice che durante il periodo da giocatore diventare coach è sempre stato al fondo dei sui pensieri.

Ma nonostante insista sul fatto che è ancora parecchio lontano dall’imparare il mestiere, c’è in lui una calma determinazione a mettercela tutta per arrivare al top come CT.

“Quando mi stavo avviando a fine carriera, a 32 anni, i giocatori giovani mi facevano domande sugli elementi fondamentali del calcio, dentro e fuori dal campo”, ha detto. “E quando ti succede tre o quattro volte, è come se capissi che devi restituire qualcosa e ovviamente allenare ha a che vedere con questo.”

Tornando a giugno e alla chiacchierata con Ehiogu in Turchia, sembra che abbia già lasciato il segno sull’Inghilterra. Dice di essere “impressionato e stupito” dalla quantità di input che ha potuto dare ai giocatori ed è chiaro che l’esperienza della preparazione al torneo fatta sotto Taylor è inestimabile.

Taylor, che è stato assunto per gestire il gruppo per due mesi, ha detto che lo zelo di Ehiogu ha colpito sia lui sia i giocatori.

“Per tutti i giovani atleti è bello giocare per il loro paese, avere a che fare con altri ex giocatori che hanno avuto esperienze calcistiche di livello internazionale e anche buone carriere,” ha detto Taylor alla BBC Sport.

“Nel caso di Ugo, era un centrale forte e capace, che ha giocato per l’Inghilterra ed è stato un grande professionista. Abbiamo alcuni giovani centrali qui, perciò ho preso Ugo e gli ho detto: ‘Va’ a parlargli e spiegagli perché in determinate situazioni di gioco tu faresti determinate cose’.

“La cosa più importante è che chiunque voglia fare l’allenatore deve volerlo sul serio, ed è questo che mi ha colpito di Ugo: lui vuole diventare davvero un buon allenatore”.

Ehiogu, che in vent’anni di attività ha giocato anche con West Bromwich, Rangers e Sheffield United, ha capito che deve ottenere le qualifiche e il know-how prima di poter compiere un passo avanti nella sua carriera.

Ha parlato con alcuni coach neri suoi colleghi che non si sono presentati a dei colloqui di lavoro pur avendo il tesserino d’allenatore, ma questo non lo ha scoraggiato.

“È difficile dire [perché non hanno risposto a quelle offerte, ndr], dovresti chiederlo a loro,” ha detto Ehiogu. “Immagino che normalmente certe persone direbbero di non essere abbastanza qualificate, magari non lo sono state abbastanza da farsi una reputazione nel mondo del calcio.

“Se nel calcio non sei al centro dei riflettori, puoi scomparire molto rapidamente, la gente pensa che sei fuori dai giochi, pensano che stai facendo altre cose. Devi sapere come funziona, devi muoverti, guardare le partite, parlare con la gente ed è così che fai circolare il tuo nome.”

Il londinese ha aggiunto: “[L’elenco della PFA, ndr] è un trampolino. Stiamo andando nella giusta direzione e questo è tutto ciò che cerchi: l’opportunità di trasmettere i tuoi piani per il futuro a un particolare club o per un ruolo particolare e l’opportunità di presentare te stesso. Se questo accade, sono sicuro che ci saranno maggiori occasioni per incarichi effettivi.”

Può darsi che la carriera da allenatore di Ehiogu stia muovendo i primi passi, ma a quanto pare lui sta pianificando il suo futuro in modo accurato e costruttivo.

* PUBBLICATO SU Bbc Sport il 22 giugno 2013. Traduzione di Luca De Luca 

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