Anche il calcio fa litigare Iran e Emirati Arabi Uniti


Javad Nekouman

Javad Nekouman

Il conflitto geopolitico[1] tra Iran e i vicini arabi per il controllo del Golfo persico trova spazio anche sui campi da calcio.

A scatenare la diatriba – come riporta il sito The Turbulent World of Middle East Soccer – è stata la decisione degli Emirati Arabi Uniti di rinominare il proprio campionato di calcio per club e di scegliere la denominazione “Arabian Gulf League”, molto simile alla “Persian Gulf League” adottata da tempo dalla Repubblica Islamica.

L’affronto per Tehran non è da poco e non ha pura valenza semantica: in questo modo, infatti, i vicini sunniti vorrebbero mettere in discussione la “persianità” del Golfo stesso.

Per far valere le proprie ragioni la Federcalcio iraniana, in perfetta sintonia con le posizioni del governo nazionale, è passata alle vie di fatto, bloccando i trasferimenti di calciatori iraniani nel campionato del vicino sunnita.

Da quando è stata presa la decisione è già saltato il passaggio di una decina di calciatori iraniani verso club degli Emirati. Il caso più rilevante è quello del capitano della nazionale iraniana Javad Nekounam, già venduto al Sharjah per 1,5 milioni di euro.

Nekouman, da buon capitano, si è allineato disciplinatamente alla decisione del governo: “Nessuno mi ha obbligato, ma io ho deciso autonomamente di rifiutare l’offerta – ha dichiarato in un’intervista alla tv di Stato – Il Golfo persico rimarrà sempre il Golfo persico e i soldi non valgono nulla al confronto del nome della mia madrepatria”.

Per lui, tuttavia, la Federcalcio iraniana ha rivolto un appello al presidente Mahmoud Ahmadinejad, chiedendo una “compensazione” per il danno economico subito.


[1] Una delle storiche ragioni di conflitto tra Emirati e Iran è costituita dal controllo di tre isole del golfo persico, a ridosso dell’ingresso dello stretto di Hormuz. Più di recente Arabia saudita, Emirati arabi uniti e Bahrain hanno accusato di ingerenza l’Iran, che avrebbe avuto un ruolo decisivo nelle proteste delle minoranze sciite presenti nei paesi della penisola arabica. Infine lo scontro tra le due parti si è riproposto anche all’interno del conflitto in Siria, dove l’Iran è schierato a sostegno del presidente Bashar al Assad, mentre Riyadh appoggia le forze di opposizione.

 
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