Il Barcellona di Messi in “peace tour” in Palestina. Ma Gaza resta fuori


foto Reuters

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La separazione di Gaza e dei suoi abitanti dal resto della Palestina trova evidenza anche quando si parla di sport. La Striscia è rimasta fuori dal “peace tour” che lo scorso fine settimana il Barcellona ha condotto in terra palestinese.

In due giorni Messi e compagni hanno visitato Betlemme e Hebron, in Cisgiordania, e Gerusalemme. Sabato si sono allenati nel nuovo stadio di Dura, insieme a una quarantina di ragazzi palestinesi, e domenica hanno disputato un’amichevole a Tel Aviv con una rappresentativa israeliana.

Nessuno tappa invece a Gaza, il territorio palestinese controllato da Hamas ma di cui Israele mantiene il controllo militare dello spazio aereo, delle frontiere terrestri e delle acque territoriali.

Del resto la separazione tra i due territori, che – insieme a Gerusalemme Est – dovranno costituire il futuro stato di Palestina, è un dato di fatto anche in termini sportivi.

Da anni i palestinesi protestano per i limiti posti dalle autorità israeliane alla circolazione degli atleti tra Gaza e la Cisgiordania. Emblematico è il caso di Mahmoud Sarsak, la promessa della nazionale di calcio palestinese arrestata il 22 luglio 2009 dalle forze di sicurezza israeliane all’attraversamento di un check-point tra Gaza e Israele, e poi detenuto senza processo per tre anni nelle carceri dello Stato ebraico.

La questione della libera circolazione degli atleti palestinesi ha interessato anche la Fifa che ufficialmente si è impegnata a risolvere il problema. Il presidente del massimo organismo di governo del calcio mondiale, Sepp Blatter, si è impegnato a difendere “non solo la Federcalcio palestinese ma anche i principi elementari della Fifa, che mirano a unire le persone e non a dividerle”. Belle parole che però, per il momento non hanno avuto seguito.

Carlo Maria Miele per Mondo Calcio

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4 risposte a Il Barcellona di Messi in “peace tour” in Palestina. Ma Gaza resta fuori

  1. Ron ha detto:

    Egregio Sig. Miele.
    Lei, di calcio magari ne sa qualcosa. Di storia e di politica medio orientale scarseggia parecchio. Credo che sia la sua ignoranza perché l’alternativa è antisemitismo classica.
    La prossima volta, egregio Miele, quando lei scrive una News innanzi tutto lasci stare il suo views, il suo parere personale. Non è la pagina dei pareri. E poi, prima che Lei scrive un articolo di ogni genere, a prescindere della superficialità da Lei mostrata, sarebbe stato anche opportuno imparare un po sia la storia sia i semplici fatti del conflitto Arabo-Israeliano. Ma da Lei caro Miele i fatti non contano troppo quando ha ina Agenda da spacciare.

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    • redazione ha detto:

      ha qualcosa da contestare nel merito o le interessa solo blaterare a vuoto?

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      • Anonimo ha detto:

        La pace Sig. Miele si fa passo dopo passo. La visita della Barcellona ha datto speranza a molti. Se lei abbia deciso di vedere solo quello che non c’era solo la miseria dei poveri disgraziati palestinesi, senza vedere il governo micidiale iper islamista del Hamas a Gaza, se lei non capisce il vero miracolo assicurativo dell’arrivo medio orientale della Barcellona Lei di politica e di relazioni internazionali doveva essere bocciato. Ma dal suo stile da comunista italiano arretrato si capiva benone che lei un dislogo non lo vuole. Vada a spargere le sue accuse assurde sulla Federcalcio Siriana. Magari la sua Salernitana volesse andare a giocare a calcio ad Aleppo? con lei che fa da cronista? Ancora ce l’ha con Israele?? E l’integrità professionale sua dove si nasconde? Qui cerchiamo di dare speranza ai bambini di ambedue le parti. Da lei è o tutto o niente. Così l’hanno insegnato nel partito comunista? Si calmi Miele, nel mondo ci sono delle cose ingiuste. A casa sua in Italia ci sono ingiustizie, trattate bene i profughi rifugiati extracomunitari musulmani? Li fate giocare con la AS Roma? Da noi ce ne sono ingiustizie e cose da risolvere. Cerchiamo onestamente di vivere senza rischiare la nostra pelle. Questo lei non lo cspisce. Aprite Gaza! Aprite Gaza! Perché non lo grida agli egiziani che hanno una lunga frontiera nel Sinai con Hamas? Con la striscia di Gaza. Perché loro non sono colpevoli di niente? sempre questo Israele uffa! Che cosa ha contro Israele se non l’antisemitismo ignorante della sinistra Europea ‘liberale’? E poi il Sud Tirolo l’avete già ridate agli austriaci?
        Torni allo studio Miele. Deve imparar parecchio ancora. Anche dal occultista deve andare perché vede un mondo in bianco e nero. Invece ci sono tanti colori ma anche tanti varianti di bianco e di nero.
        Altrettanto a Lei.

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  2. redazione ha detto:

    Grazie, Anonimo, per il prezioso contributo.

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