Palestina, giocare a calcio in Area C


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di Emma Mancini*

Una partita di pallone può avere tanti significati diversi. Sportivi e politici. Può scatenare una campagna di boicottaggio globale, come accaduto per l’Europeo Under 21 che la Fifa ha voluto organizzare in Israele, oppure può sfidare proprio quelle politiche di colonizzazione.

Oggi si gioca a calcio in Area C, nel villaggio di Dkaika, nelle Colline a Sud di Hebron, poco fuori la Firing Zone 918. A giocare sarà un team misto di calciatori europei, calciatori improvvisati: ci saranno diplomatici, membri di organizzazioni internazionali e giornalisti. L’evento è organizzato insieme alla Palestinian Association of Sport for All, già dietro altre partite di pallone giocate contro squadre palestinesi in tutta la Cisgiordania.

Ma se prima si era scesi in campo solo in Area A, ad Hebron, Betlemme, Nablus e Gerico, stavolta si gioca in Area C. Gli europei si scontreranno con rappresentanti dell’Autorità Palestinese, giornalisti palestinesi e residenti delle Colline a Sud di Hebron.

Nessuno stadio, la sfida si svolgerà su un terreno livellato, dove sono state tracciate le linee di fondo campo con il gesso e posizionate le reti. Calcio di inizio alle quattro di oggi pomeriggio. Con un obiettivo ben preciso: al di là dello sport, si vuole portare sul posto, minacciato dalle politiche di trasferimento forzato del governo di Tel Aviv, attivisti internazionali, giornalisti, membri del governo.

“Ad organizzare l’evento sono stati alcuni europei e palestinesi impegnati in Palestina con diverse Ong internazionali – spiega a Nena News Michele Pierpaoli, di GVC Italia – Abbiamo ricevuto la piena collaborazione del ministro della Cultura Palestinese, Anwar Abu Eishe, che tra l’altro giocherà, e della Palestinian Association of Sport for All“.

“In campo scenderà, oltre al ministro Abu Eishe, anche John Gatt, responsabile della delegazione dell’Unione Europea – continua Pierpaoli – Abbiamo scelto il villaggio di Dkaika perché è proprio fuori l’area coperta dalla Firing Zone, in Area C. Ci sono alcune organizzazioni internazionali che da anni lavorano in Area C cercando di portare all’attenzione i problemi delle comunità residenti e il grave livello di isolamento e carenza di servizi. GVC Italia è una di queste. Personalmente, il mio obiettivo è far sapere dell’evento fuori dalla Palestina, del suo forte valore simbolico. Ma non solo: vorrei che anche i rappresentanti dell’ANP e palestinesi residenti a Ramallah o in Area A possano così dimostrare la loro solidarietà ai villaggi in Area C”.

In particolare con quelli intrappolati da decenni all’interno della Firing Zone 918, unilateralmente dichiarata da Israele alla fine degli anni Settanta. Otto dei dodici villaggi palestinesi all’interno della zona militare, usata per addestramenti militari, rischiano in queste settimane l’espulsione forzata e la perdita delle loro case e delle loro terre. Il 15 luglio prossimo la Corte Suprema israeliana si pronuncerà sul piano di sgombero forzato degli otto villaggi.

PUBBLICATO SU Nena News del 29 giugno 2013

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