The Bloody Butcher, la storia di Terry il macellaio


È una delle immagini più note del calcio anni ottanta. Terry Ian Butcher, capitano dell’Inghilterra, lascia il campo con una vistosa fasciatura alla testa il sangue che gli cola fino a impregnare la divisa. Si avvia verso gli spogliatoi, con il pugno stretto in segno di vittoria e lo sguardo spiritato.

Paul Ince and Terry Butcher bleed for England

Un’immagine irriproducibile oggi, quando alla prima goccia di sangue i giocatori vengono fatti allontanare dal campo, in ossequio alle norme di sicurezza introdotte dalla Fifa. Allora era diverso e a queste cose ci si badava poco. Chi ce la faceva a restare in campo era libero di farlo, emorragia o meno. E lui, Butcher (“macellaio”, guarda caso), quella volta di lasciare il campo non ne volle sapere.

È il 6 settembre 1989 e a Stoccolma si gioca Svezia-Inghilterra, gara decisiva per la qualificazione ai mondiali di Italia ’90 dell’anno successivo. Nei primi minuti, in un contrasto di gioco, il capitano inglese riporta un taglio profondo alla fronte. I medici gli mettono qualche punto di sutura e una vistosa fasciatura. Butcher torna in campo e continua a giocare, senza paura di affondare i colpi.

Da buon difensore centrale di scuola anglosassone, nato a Singapore e formatosi sui campi scozzesi con i Rangers, Burtcher continua a colpire di testa come se nulla fosse, difendendo il proprio fortino dagli assalti degli svedesi. La benda si lacera, i punti di sutura saltano e il sangue finisce per impregnare la candida maglia dei leoni di sua maestà, fino a trasformala in rosso.

La Svezia però non passa. Finisce 0-0 e l’Inghilterra si qualifica per la Coppa del Mondo.

Finalmente Butcher può abbandonare il campo. In quel momento, qualcuno gli scatta una foto. Quella foto destinata a rimanere un’immagine indelebile del calcio inglese anni ottanta e a trasformare Butcher in icona.

Carlo Maria Miele per Mondo Calcio

La pagina Facebook di MondoCalcio

Segui Mondocalcio su Twitter: @mondocalcioblog

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Storie e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...