Il Bari, Salvemini e la Questione (calcistica) meridionale


Gaetano Salvemini

Gaetano Salvemini

C’era una volta la Mitropa Cup, la più antica competizione calcistica europea per squadre di club, giocata per la prima volta nel 1927 e per l’ultima nel 1992. Non una coppetta da niente: per tutti gli anni trenta la Mitropa godette di una popolarità che in seguito è stata raggiunta solo dalla Coppa Latina negli anni cinquanta e dalla Coppa dei Campioni negli ultimi decenni.

Con il passare degli anni però il torneo ha visto scemare la propria popolarità, passando da competizione ambita da tutta Europa a Coppetta dei Campioni di Serie B.

Svanito il prestigio restava, intatta, la capacità di erogare emozioni pure, emozioni d’altri tempi, appartenenti a un calcio ormai emigrato, un calcio che spesso (e volentieri) andava al di là dei rimbalzi nel rettangolo verde.

Maggio 1990, il mese della Madonna, quello che precedeva il Mondiale giocato in Italia. Dal 17 al 21 nel tacco del nostro stivale si gioca la quarantottesima edizione della Mitropa Cup che vede l’adesione di sei squadre: AS Bari, Radnicki Nis, Pécsi MSC, Genoa 1893, SK Slavia Praha e NK Osijek, divise in due gironi.

Sulla panca dei galletti Gaetano Salvemini da Molfetta, omonimo dello storico-meridionalista.

Due vittorie secche per tre a zero ai danni di Radnicki Nis e Pécsi MSC prima della finale tutta italiana con il Genoa del professore Scoglio, vincitrice dell’altro girone.

Un Bari, neopromosso nell’olimpo del calcio italiano con Mannini, Amoruso, Terracenere, Perrone, João Paulo e altri comuni mortali del pallone, si gioca il palcoscenico europeo tra le mura amiche della Puglia.

In un Della Vittoria “ strapieno, dopo quattordici giri di lancette, risolve Perrone, centrocampista avanzato che amava essere schierato come ala.

Il pubblico esplode di gioia, esplosione bissata al momento dell’alzata al cielo della coppa da parte del portiere Mannini.

Per una società del Sud era difficile restare a galla in massima serie, come oggi. Finire poi sulla bocca d’Europa non poteva che essere motivo d’orgoglio. La Mitropa Cup resta l’unico trofeo “prestigioso” vinto dai galletti, una vittoria dal sapore particolare, una storia di riscatto meridionale.

Tommaso Lupoli per Mondo Calcio

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