Sfrattati dalla Coppa del Mondo. In Brasile Romario guida la protesta dei senza casa


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Solo per costruire il Maracana sono stati abbattuti un museo indigeno, una scuola pubblica e un numero imprecisato di abitazioni. E abusi simili sono stati compiuti nelle altre città brasiliane interessate dai mega-progetti “necessari” per i Mondiali del prossimo anno. Secondo uno studio delle Nazioni Unite citato dal quotidiano Folha, solo a San Paolo il numero totale di persone sfrattate per far posto alle opere sportive è di circa 100 mila unità.

Approfittando della vetrina internazionale offerta dalla Confederation Cup, centinaia di migliaia di persone stanno manifestando in diverse città brasiliane, tra Brasilia, Rio de Janeiro e Belo Horizonte.

Le proteste, le più grandi da venti anni a questa parte, sono iniziate a San Paolo, alla vigilia dell’inizio della Confederation Cup, contro l’aumento del prezzo dei trasporti pubblici, ma si sono diffuse in tutto il paese puntando l’attenzione sullo spreco di denaro pubblico che sta caratterizzando l’organizzazione dei Mondiali del prossimo anno.

A Brasilia, il giorno della gara inaugurale Brasile-Giappone, i militanti del Movimento dei lavoratori senza casa(Mtst) hanno improvvisato blocchi stradali incendiando pile di pneumatici, in modo da impedire per un po’ l’accesso al nuovo stadio Mane Garrincha.

Gli organizzatori della campagna “Copa para quem?” (“Una coppa per chi?”) hanno promesso che continueranno a manifestare per tutta la durata della Confederation Cup  e in diverse città del Paese, in per “denunciare le violazioni dei diritti umani che stanno avvenendo al fine di realizzare i due mega-eventi sportivi (Coppa del Mondo 2014 e Olimpiadi 2016) e i relativi mega-progetti”.

Al loro fianco  c’è anche Romario, ex stella del calcio brasiliano e attualmente deputato del Partito socialista (Psb), che ha fatto della campagna contro gli sprechi attuati per organizzare i prossimi Mondiali un cavallo di battaglia.

L’intervista rilasciata un paio di settimane fa a Bbc Mundo dal campione del mondo del ‘94 non lascia dubbi: “La Fifa viene qui, mette in piedi uno Stato nello Stato, e poi se ne va con 2 o tre miliardi di dollari tra le grinfie. E poi? Che ne sarà di questi ‘elefanti bianchi’, gli stadi che ci sono costati 2 miliardi di dollari?”

Fanno discutere le opere faraoniche realizzate fino a oggi. Spesso letteralmente cattedrali nel deserto, costruite in città prive anche di una squadra di calcio di prima fascia in grado di garantirne la sostenibilità a evento finito. Il nuovo stadio Mane Garrincha di Brasilia, che insieme al Maracana di Rio sarà il simbolo della prossima Coppa del Mondo, è costato al governo del Distretto Federale circa 600 milioni di euro. Nel complesso la spesa per le strutture sportive supera abbondantemente i 2 miliardi di euro.

Il tutto a fronte del recente aumento del costo della vita, che sta erodendo il potere d’acquisto dei più poveri.

“Lo stesso denaro poteva essere speso nell’istruzione, nella sanità, cose molto più importanti per il nostro Paese”. Parola di Romario.

Carlo Maria Miele – Mondo Calcio (aggiornato il 18.06.2013)

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