Repubblica Ceca-Italia, Balotelli & co di scena nello stadio più razzista d’Europa


balotelli in nazionale

di Carlo Maria Miele

Nella poco ambita classifica delle tifoserie più razziste d’Europa quelle della Repubblica Ceca occupano un post di tutto rispetto. Dati alla mano (ultimo “Black Book” della Fif-Pro), più di un terzo dei calciatori che militano nel campionato locale è stato almeno una volta vittima di discriminazioni.

Poche nazioni, insomma, possono competere con i cechi in  materia di intolleranza. Di meglio ha fatto solo qualche altro paese dell’est europeo, come Russia, Croazia e Serbia, accomunato ai cechi, nell’ultimo ventennio, dal risveglio di sentimenti razzisti e fortemente nazionalisti, che spesso proprio negli stadi trova la sua espressione più accesa.

Per i cultori  del panslavismo il Letna Stadion di Praga rappresenta una sorta di tempio. I razzisti locali, si raccolgono nel kotel (catino), al cui confronto la curva nord dell’Olimpico riluce come esempio di tolleranza. Sotto la loro gogna sono finiti in tanti. Nomi più o meno noti, tutti accomunati dalla colpa di non essere sufficientemente bianchi. Capitò, nei lontani anni novanta, a Kennedy Chihuri, giocatore del Vitkoria Zizkov proveniente dallo Zimbabwe, e a George Weah, in occasione di una trasferta del Milan in Coppa Uefa. Più di recente è successo a Robson, brasiliano dello Spartak Mosca. Infine è stata la volta di  Theo Gebre Selassie, calciatore di origine etiope e (colpa gravissima) primo nero a vestire la maglia della nazionale ceca.

Per tutti il copione recitato dai supporter praghesi è il medesimo: cori di scherno, qualche buuu, magari un paio di banane lanciate in campo, a ricordare la provenienza scimmiesca della vittima di turno. Lo stesso che – si teme – potrebbe essere proposto oggi a Balotelli, già abitualmente bersagliato negli stadi italiani e vittima di cori discriminatori anche in occasione degli Europei dello scorso anno disputati in Polonia e Ucraina.

Ad essere preoccupate per quello che potrebbe avvenire stasera sono per prime le autorità ceche. La prima squalifica affibbiata al Letna Stadion dalla Uefa risale al 2005, per i cori razzisti intonati dal kotel durante una partita di Champions League contro l’Ajax. Da allora i dirigenti dello Spartak Praga hanno tentato di sensibilizzare i propri sostenitori, innanzitutto introducendo tra le fila della squadra diversi giocatori neri. Da poco, inoltre, è stato introdotto un regolamento piuttosto severo in materia di razzismo negli stadi, che consente agli stewart di prelevare e allontanare chiunque si renda partecipe di atti o cori discriminatori. Che questo basti a fermare i razzisti di Praga è tutto da dimostrare.

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