Appese le scarpette al chiodo, David Beckham si vuole reinventare patron a Miami


beckham in caduta

di Martino Mazzonis

NYC – Se in America c’è una città glamour questa è Miami. Spiaggia, locali, star e starlette televisive di tutto il mondo e l’industria della soap latina che si sta trasferendo in massa da queste parti. Se c’è un posto adatto a David Beckham e signora, questo è Miami. Sarà per questo che i primi passi da ex giocatore la superstar del calcio britannico li sta facendo da queste parti. Beckham avrebbe in testa di aprire una squadra e iscriverla alla Major Soccer League – la seria A statunitense. La prima scelta è appunto Miami, che una squadra nella Major Soccer League (MLS) non ce l’ha e che ha diverse caratteristiche per essere un buon posto dove aprirne una: la grande affluenza di turisti da tutto il mondo e l’enorme comunità ispanica, non solo cubana.

Beckham aveva in testa l’idea già nel 2007, quando firmò per andare a giocare con i Galaxy di Los Angeles. Nel suo contratto c’era una clausola che prevedeva che a fine carriera avrebbe potuto fondare o comprare una società. Per chi non mastica dello strano mondo del calcio Made in Usa, qui la MLS è proprietaria dei giocatori e delle squadre, che sono in realtà proprietà di soci della MLS e di questa detengono quote. Per comprare o fondare una squadra ci vuole quindi il beneplacito della MLS. Anche perché non essendoci una sola federazione e – come negli altri sport americani  con la palla – non essendoci categorie dalle quali si avanza o verso le quali si retrocede, i campionati crescono o diminuiscono a seconda della quantità di soldi che una squadra è in grado di portare alla MLS. Quanta gente allo stadio, quanti abbonamenti TV e così via.

Beckam probabilmente conta sul fatto che la sua presenza aiuti a far crescere il suo eventuale prodotto-squadra. E’ una scommessa come un’altra. In questo periodo storico sembra che l’attenzione verso il calcio stia effettivamente crescendo. La MLS prevede di aumentare il numero di squadre che partecipano alle due conference – la Western e la Eastern – e Miami potrebbe essere una buona piazza. L’altra, sembra abbastanza chiaro è la seconda squadra di New York, quella da contrapporre ai Red Bulls di Tierry Henry e Juninho che in realtà giocano in New Jersey. Qui interessi e gruppi sono già in azione. Il Manchester City è d’accordo con gli Yankees per creare un club, i Mets – i rivali degli Yankees nel baseball – si stanno attrezzando anche loro. Ad anticiparli potrebbero essere stati i Cosmos, storica squadra di New York fallita negli anni 80 che oggi rinasce con Pelé come presidente onorario e che partecipa già da quest’anno nel campionato NASL, che è la seconda Lega americana. Sarebbe la serie B, se ci fossero promozioni. I padroni, anch’essi britannici, dei Cosmos, sperano di riempire lo stadio e guadagnarsi di diritto il passaggio alla MLS anticipando sul tempo Yankees e Mets. In fondo se lo meriterebbero, l’unica storia del calcio Usa da raccontare sono loro.

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