Nazionali, i top club europei impongono il loro calendario


Alla fine i top club europei riescono a imporre la propria agenda alle Federazioni del continente, con buona pace di chi crede ancora si ostina a credere nel primato delle nazionali. Il tutto formalizzato in un memorandum di intesa che la Eca (la Associazione dei club europei che dal 2008 ha rimpiazzato il “G14 Group”) e la Uefa hanno sottoscritto martedì a Varsavia e che adesso dovrà essere ratificato dalla Fifa.

In sostanza, a partire dalla prossima estate sarà più difficile vedere una gara della nazionale (da 12 in un anno ne diventeranno solo nove) e spariranno i match preseason (quelli di agosto per intenderci), considerati un “fastidio” dai grandi club, perché coincidenti con la fase di preparazione e con i turni preliminari delle coppe europee. Inoltre, i ct dovranno essere più attenti anche a chi schiereranno in campo (visto che saranno anche più consistenti le indennità da pagare ai club di appartenenza in caso di infortunio subito in nazionale) e aumenterà “in maniera sensibile” il contributo economico dato alle società per la partecipazione dei rispettivi giocatori alle competizioni continentali (attualmente fissato complessivamente a 55 milioni di euro).

Infine, i top club europei sono riusciti, indirettamente, a imporre la propria volontà anche alle confederazioni del resto del mondo, ottenendo che tutti i campionati terminino entro la metà di luglio e che ogni calciatore non partecipi a più di un torneo internazionale all’anno.

L’unica vera battuta d’arresto i 201 club europei guidati dal presidente Karl-Heinz Rummenigge l’hanno ricevuta sulla questione Coppa d’Africa, in quanto non sono riusciti a spostarla nel periodo estivo, come pure auspicavano, ma solo a ottenere che abbia inizio “a gennaio, il prima possibile”.

Per entrare in vigore l’accordo dovrà adesso ottenere l’approvazione della Fifa, con cui pure esiste dissonanza di vedute. E a poche ore dall’intesa raggiunta a Varsavia l’organizzazione che governa il calcio mondiale ha voluto ribadire il proprio primato, ricordando che “il calendario degli incontri internazionali deve essere applicato su scala mondiale e viene organizzato, in un’ultima istanza, dalla Fifa”.

Ma, di fatto, si tratta di poco più di una formalità, visto che difficilmente le altre confederazioni avranno la forza per contrapporsi alla volontà delle società europee.

ARTICOLO PUBBLICATO SU Linkiesta

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