Il calcio in Scozia, una questione di fede


Chi pensava che il calcio scozzese si fosse liberato una volta per tutte delle rivalità religiose, per relegarle al puro folclore, dovrà ricredersi.

La prova si è avuta nello scorso fine settimana, quando la Scottish Football Association si è vista costretta a fare i conti con un inedito sciopero degli arbitri, che ha fatto saltare decine di incontri in programma.

A determinare lo stop sono state le eccessive “pressioni” (o le vere e proprie minacce) di cui sono sempre più spesso vittime gli arbitri scozzesi. Intimidazioni che più di una volta traggono spunto dallo scontro latente tra protestanti e cattolici, simboleggiato dal classico e ultracentenario derby di Glasgow tra Rangers-Celtic.

Per restare solo all’ultimo periodo, ecco una breve cronologia:

Il 17 ottobre si gioca Dundee United-Celtic. L’arbitro Dougie McDonald concede un rigore ai cattolici, ma poi cambia idea. A fine partita motiva la sua decisione con una serie di versioni discordanti, che fanno infuriare gli ospiti, alimentano i sospetti di scarsa obiettività.

Il 26 ottobre è la volta di Celtic-Rangers. Il “fischietto” Willie Collum, che ha assegnato un penalty alla squadra dei protestanti, viene raggiunto a casa da telefonate di minacce.

Poi arriva la politica: il leader indipendentista Pete Wishart chiede che gli arbitri facciano outing, dichiarando apertamente la propria fede calcistico-religiosa, in modo da poter creare un apposito registro.  

E a complicare definitivamente le cose contribuisce la figura di Hugh Dallas, ex arbitro e attuale designatore del campionato scozzese, sospettato da molti di anticattolicesimo (stando alle indiscrezioni, dalla sua e-mail sarebbero partiti anche diversi messaggi diffamatori contro il Papa in occasione della sua recente visita in Scozia).

Tuttavia – secondo il presidente della Federcalcio di Edimburgo (e inglese di nascita) Stewart Regan – il clima che si respira nel campionato scozzese è quello di sempre, e l’influenza delle diverse confessioni sul calcio giocato non rappresenta una novità.

“Quando sono arrivato qui – dice Regan – sono rimasto sorpreso da quanto la religione influisca su calcio e società. Il football è solo lo sfondo”.

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