Il New York Times porge le sue scuse a Maradona


“Dear Diego”, inizia così la lettera che il New York Times invia idealmente a Maradona. Sotto il titolo “An Apology to Maradona, a Rollicking Genius” (Un’apologia di Maradona, un brioso genio), Rob Hughes, penna di punta del quotidiano in materia di sport, si lascia andare a un commosso discorso. “E’ arrivato per noi critici il momento di dirti scusa e grazie”, sì proprio “sorry and thank you”, scrive Hughes che inizialmente non ci aveva proprio creduto a Maradona tecnico, un’imprudenza, aveva scritto. E poi: “Qualunque cosa sia successa tra Argentina e Germania sabato a Cape Town, la tua squadra è stata la gioia di questo torneo. Hai dato respiro vitale a un’era sportiva eccessivamente prudente. I tuoi giocatori – Lionel Messi, naturalmente, e Carlos Tévez, Gonzalo Higuaìn e gli altri – hanno soffiato via le inibizioni”. Un’ode al Pibe de Oro, alla sua fantasia: “Tu liberi la squadra, per farla giocare con il suo potenziale, attacco, attacco, attacco. E quando dai licenza di andare a Messi, Tévez e company, liberi anche noi stessi. Quando la tua squadra squarcia la prudenza avversaria, noi ci sentiamo come ragazzini che tutto quello che vogliono è essere attaccanti. Le tue bizzarrie a bordo campo personificano questo”.

[da Il Manifesto del 4 luglio 2010]

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