Perché è inutile guardare i Mondiali


I parte – La passione 

Tutto ha inizio nel ‘90 con i Mondiali in Italia. Sono piccolo e mi metto sempre sotto al comò del salotto di casa mia. Ho dieci anni e sogno vedendo le partite della seleção. Purtroppo, al secondo tempo degli ottavi di finale, Alemão non riesce a fermare il pibe, che lo salta e serve Caniggia; quest’ultimo in velocità supera Tafarell e mette nel sacco: gol dell’Argentina, è la fine del “sogno del Tetra”.

In quegli anni in Brasile ci sono circa 140 milioni di persone che sono appena uscite da una lunga dittatura; il  70 per cento di questa gente soffre e piange (come me lì sotto il comò).

II parte – La realtà

Insomma, nonostante dal ’90 a oggi la seleção abbia alzato la Coppa del Mondo ben due volte, io sono cresciuto, e ho smesso di credere a Babbo Natale al coniglietto di Pasqua e ai mondiali di calcio Fifa.

Il Petrolio, la Tecnologia, i Medicinali, la Droga e le Armi sono le principali pompe che animano il capitale mondiale. Ma lo sport sicuramente non rimane indietro.

Gli sponsor – tra diritti televisivi, premi, maglie, gadget e merchandising vari – trasformano il calcio (o futebol, the football, ist fussball, el furbo, le football) in una delle attività più redditizie del globo terrestre.

III parte – La ragione

La storia dei Mondiali non può essere discostata dalla storia degli sviluppi economico-sociali. Per una questione di metodo, non conviene fare qui un’analisi ampia ed estesa di tutti i  quasi venti mondiali realizzati. Ma cogliamo l’occasione per accennare qualche righe su alcune edizioni. 

Italia 1934 e Francia 1938 (vince l’Italia) – l’Europa Social-Socialista

Questi due mondiali entrano nella cosiddetta sfera politico-sociale. È piuttosto chiaro che a tutti i regimi fa comodo avere un seguito di forza nazionalista e sportiva. Si suppone che nel ‘38 il Duce abbia condizionato pesantemente gli arbitri della prima fase e di quella successiva (documentato è la lunga riunione che Mussolini ebbe con lo svedese Ivan Eklind prima della semifinale contro l’Austria).

Fatti come questi, nonostante il tempo passato, non devono essere messi da parte. Probabilmente se una manifestazione inizia con questi presupposti, il suo spirito sarà marcio. Chi ci può garantire la credibilità dell’evento?

Argentina 1978 (vince l’Argentina) – Mario Kempes e i 6 a 0

Uno dei mondiali più contestati tra quelli appartenenti alla sfera politico-sociale. Mutatis mutandis, l’atroce dittatura argentina lo rende molto simile ai Mondiali in Italia del ‘38. Anche qui il regime fa dell’evento un’opportunità per promuoversi e soprattutto per distrarre il popolo. Celebre l’episodio del fuoriclasse vice-campione olandese Johan Cruijff che si assenta dalle partite per protesta politica.

L’Argentina, dopo aver superato con parecchia difficoltà le prime partite, ha bisogno di una “goleada” per passare bene il girone; è cosi è, la gara contro il Perù finisce 6 a 0. In finale i padroni di casa battono proprio l’Olanda.

Francia 1998 (vince la Francia) – Fuoco nelle banlieues

Dopo due tentativi frustrati di arrivare alla finale nel ‘90 e nel ‘94, i bleus vincono i Mondiali in casa, contro il Brasile.

1. Il sociale: Un “placebo” può essere molto efficace per ridurre l’ansietà. L’ansietà di un popolo? Forse, se pensiamo alla tensione etnico-sociale dei sobborghi. Solo il calcio può unire. Non dimentichiamo che o rei Pelé” nel ‘69 contribuì a fermare la feroce guerra civile in Congo. 

2. Il business: Ronaldo Luis Nazário de Lima, o fenômeno, nel 1997 è il capocannoniere del campionato spagnolo, 34 gol in 37 partite, alza la Coppa del Re, il trofeo del campionato nazionale e la Coppa delle Coppe. Ma un anno dopo, nella finale, ha un malore pochi minuti prima della gara che rimane tuttora misterioso; la nike non può lasciare i ventidue scendere in campo davanti agli occhi di milioni di consumatori di calcio senza il Pallone d’oro. 

Nel ‘98, non vincono solo i padroni di casa, ma anche i tedeschi. I tedeschi dell’adidas, ai piedi di 61 calciatori, sconfiggono nella guerra degli sponsor la reebok. Molto significativo il fatto che i Mondiali del ‘98 siano i primi in cui il mastodontico marchio nike veste alcune squadre.

Giappone-Corea 2002 (vince il Brasile) – Lo sviluppo economico-calcistico nell’Oriente

La seleção ottiene il suo quinto titolo mondiale. Con la doppietta in finale, Ronaldo eguaglia i numeri di Pelé ai mondiali (12 reti). I primi Mondiali fuori dall’asse America-Europa. I Mondiali delle sorprese: nel gruppo A, il Senegal vince nell’esordio contro i campioni uscenti della Francia,, che ottengono 1 solo punto in tre gare e non superano il girone; la Danimarca finisce prima.

Torneo amaro per l’Italia e per la Spagna. Scandalosamente rapinate (l’arbitraggio ha annullato ben cinque gol regolari degli azzurri, compreso il celebre golden-gol di Tommasi), rispettivamente negli ottavi e nei quarti, a favore della Corea padrona di casa, che arriva fino alle semifinali.

Al contrario dell’Italia, il Brasile venne favorito da alcuni errori arbitrali; per esempio, contro il Belgio, quando Rivaldo finse di aver ricevuto una pallonata e l’arbitro (che usava un fischietto verde e giallo) espulse il belga. Poi, con il rigore inesistente assegnato nella semifinale contro la Turchia, i canarinhos vincono 1 a 0 e volano in finale.

Interessante notare lo sviluppo dello sport calcio nella Corea del Sud; sviluppo, ovviamente, esclusivamente economico, perché – da allora a oggi – la pratica dello sport in quell’angolo del mondo non ha compiuto grossi progressi.

Germania 2006 (vince l’Italia) – Calciopoli e l’amnistia

In Italia nel 2006 il principale sport nazionale è sommerso fino al collo in un profondo scandalo, fino a farlo sembrare moribondo in Italia. Nonostante ciò, gli azzurri vincono il mondiale, ai rigori contro i cugini francesi. Feste in strada e tutto viene dimenticato. Le partite truccate e le altre varie cose si sciolgono come un gelato al sole.

Interessanti i quarti di finale: mentre tutti i grandi si imbattono in avversario di peso (Brasile vs Franmcia, Inghilterra vs Portogallo, Argentina vs Germania), l’Italia si scontra con l’Ucraina. Facciamo due passi indietro, 16 anni prima i Mondiali si giocano in Italia e vince la Germania. Nel 2006 la cortesia viene ricambiata.

Sudafrica 2010 – Il mondiale filantropico

Siamo a meno di un mese dalla ventesima edizione dei Mondiali. Promuovere un torneo di questo spessore in Africa, è molto interessante. Sicuramente il potere d’acquisto dei sudafricani, si trova ad anni luce da quello dei  coreani o dei giapponesi e dunque gli affari delle multinazionali non ne trarranno un grande  beneficio; ma d’altra parte, sotto il punto di vista  degli affari  filantropici, non mancheranno i margini di guadagno. Anche perché il Sudafrica – insieme al Brasile, all’India e al  Messico – costituisce il gruppo dei paesi emergenti (sarà un caso che nel 2014 i mondiali si disputeranno in  Brasile?), e soldi in questi posti non ne mancano.

Chi vincerà i Mondiali 2010?

L’organizzazione Fifa porterà una squadra africana in semi-finale, e questo farà molto bene a tutto il continente, sia sotto il punto di vista economico che sociale. Se diamo per scontato il peso degli sponsor, ad alzare la Coppa del Mondo sarà il capitano di una squadra targata adidas, che da tempo manca nell’albo dei vincitori. Come prima opzione suggerisco l’Argentina, poi naturalmente la seconda nel ranking Fifa, la Spagna. Qualche delusione probabilmente ci sarà. E Brasile, Francia e Italia soffriranno.

(Rineu Quinalia)

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9 risposte a Perché è inutile guardare i Mondiali

  1. carmine ha detto:

    complimenti per l’analisi…..davvero esauriente
    vado a giocarmi argentina o spagna vincente….ma l’inghilterra?

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  2. Carlo ha detto:

    Si, anche a me pare credibile…
    In piu’ l’Argentina puo’ contare sul blocco Inter in difesa (ed anche Milito, se lo convocano, in avanti) con MESSI…uomo ADIDAS…
    Per la Spagna c’è il blocco Barca…
    Anche per me manca all’appello l’Inghilterra…
    Carlo

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  3. alessandro ha detto:

    Apprezzo l’analisi di Rineu ma credo che i condizionamenti dei regimi autoritari in Italia ed Argentina siano stati molto più forti e diretti dell'”influenza” delle “grandi marche” dello sport sui mondiali.
    Mi rifiuto di credere che sia tutto predeterminato.Deciso a tavolino.
    Francamente non sò chi vincerà i mondiali.
    Se vincesse l’Argentina però lo addebiterei alla bravura Messi e Milito non all’Adidas?
    Tuttavia non credo nell’Argentina. Non può vincere il mondiale una squadra guidata da un allenatore che non convoca nè Zanetti nè Cambiasso.
    Ciao

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  4. Ig ha detto:

    Propongo che i cronisti internazionali di mondocalcio facciamo commenti tipo quali sono i problemi economici o sociali dei nostri paesi che potrebbero motivare le decissioni arbitrarie della Fifa. In Spagna, dopo la telefonata di Obama a ZP stiamo per soffrire, tra altre cose, un ritaglio tra il 5% e il 15% nello stipendio dei funzionari e pensionati per ridurre la spesa pubblica. Quanto potrebbe pesare questa crisi nel “cuore” della Fifa? Si puo bilanciare la angoscia della elevata tassa di disoccupazione con i gol della rossa?
    Che altro capita ovunque?

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  5. redazione ha detto:

    In effetti, stando a questa teoria, la Grecia dovrebbe vincere facilmente i prossimi Mondiali. Grecia campione del Mondo! A quanto la danno i bookmaker?

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  6. alessandro ha detto:

    Meno male che non si è qualificata l’Islanda.
    Forse le Compagnie aeree avrebbero volentieri spinto la Fifa a sacrificare la Coppa del Mondo sull’altare del Dio”Vulcano”.

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  7. carmine ha detto:

    ma i 25 miliardi di tagli nella nostra finanziaria, ne vogliamo parlare?
    A questo punto arrivare a sperare in un nostro successo che ci porterebbe la quinta stelletta!!!

    Ovviamente è tutta fantapolitica e fantacalcio…però che ci sia una lotta politica portata più ai livelli delle grandi multinazionali del pallone piuttosto che dei governanti di turno mi sembra verosimile.

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  8. Pingback: Sondaggio: Chi vincerà i prossimi Mondiali? « Mondo Calcio

  9. Quinalia ha detto:

    COSÌ PARLÒ RINEUSUSTA :-)

    Qualche delusione probabilmente ci sarà. E Brasile, Francia e Italia soffriranno.

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