Rivolte ad Atene, il calcio greco si ferma


Ieri era il giorno dello sciopero generale contro le misure di austerity indette dal governo. Per la Grecia è stata un’altra giornata di violenti scontri, vetrine rotte, sassaiole contro la polizia, lancio di bottiglie incendiarie e cassonetti dati alle fiamme, culminata con la morte di tre persone presso una filiale della Marfin Egnatia Bank.

Ad Atene migliaia di persone hanno assediato il Parlamento, a piazza Syntagma, al grido di “Kleftes, Kleftes” (“Ladri, ladri”). “La Grecia è sull’orlo dell’abisso”, ha detto il presidente della Repubblica Karolos Papoulias.

E si è fermato anche il campionato di calcio. Le due partite dei play off fissate per ieri sera, Aek Atene-Aris Salonicco e Paok Salonicco-Olympiakos, sono state annullate. Nella sua nota ufficiale, la Federcalcio greca (Epo) ha attribuito la decisione ai disagi nel sistema di trasporti, causati dallo sciopero.

Le partite dovrebbero tenersi stasera. Sempre oggi è previsto il voto in Parlamento sul piano di tagli da 30 miliardi voluto da Unione europea e Fondo monetario internazionale.

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