Scontri Roma-Napoli, bufala ultra-mediatica


di Carlo Maria Miele

Napoli – L’espressione più usata nei telegiornali del 31 agosto e sui quotidiani del giorno dopo è “assalto al treno”. Ma si parla anche di “devastazioni”, di “follia ultrà”, di “scene di guerriglia”. Cronaca di un’ordinaria giornata di calcio e di tifo malato. È la domenica della prima giornata di campionato quando, poco dopo le otto di mattina, circa tremila tifosi del Napoli arrivano alla stazione centrale del capoluogo campano per raggiungere Roma, dove si terrà la partita di cartello con i giallorossi. Nella ricostruzione ufficiale, rimbalzata su tutti i media, l’intercity “Modigliani” viene letteralmente “assaltato” dagli ultras. Trecento passeggeri “normali” vengono costretti a scendere, mentre il treno parte con circa tre ore di ritardo, si ferma più volte lungo il percorso, compreso uno stop in galleria di un quarto d’ora, e i sostenitori partenopei arrivano all’Olimpico a partita abbondantemente iniziata. Sono le 17 quando i tg trasmettono il comunicato ufficiale di Trenitalia, che parla di quattro controllori feriti e di danni complessivi per 500 mila euro.

Nessuno contesta questa versione, la condanna è unanime. Il ministro degli Interni Roberto Maroni sottolinea la presenza a bordo del treno di ben 27 affiliati alla camorra e 800 pregiudicati su un totale di 3mila, media vicina a 1 a 3. La società sportiva Calcio Napoli paga con la chiusura delle curve nelle partite casalinghe per quattro giornate, poi ridotte a tre. Pagano anche gli 11mila abbonati dei due settori, allontanati dallo stadio al di là dell’effettivo coinvolgimento negli scontri.

Ma col passare dei giorni qualche dubbio inizia a emergere. Per primi sono gli stessi ultrà del Napoli che sui vari forum specializzati raccontano la loro verità, negando le devastazioni e parlando apertamente di invenzione mediatica. Poi ci pensa la procura di Napoli, per cui le “devastazioni” diventano semplici “danneggiamenti”. “La bufala campana”, la definisce Rai News 24, che agli incidenti del 31 agosto ha dedicato un’inchiesta di Enzo Cappucci trasmessa mercoledì e reperibile su youtube.

Emergono con chiarezza i tratti di una notizia gonfiata a bella posta, magari per distogliere l’attenzione da chi quel giorno era responsabile della gestione della sicurezza. Nel filmato Rai Tommaso Delli Paoli della Silp Cigil di Napoli difende l’operato dei poliziotti e contesta apertamente la versione trasmessa dai media nazionali, parlando di “una notizia molto gonfiata” e descrive “leggere frizioni”, “cose normali” nella gestione dell’ordine pubblico, sicuramente molto lontane dallo scenario drammatico descritto dai media e dal governo. In precedenza, due giornalisti austriaci che si trovavano a bordo del treno famigerato avevano raccontato la loro versione dei fatti in un’intervista al quotidiano Der Standard, pubblicata in Austria alla metà di settembre e pressoché ignorata in Italia. Reinhard Krennhuber, caporedattore della rivista Ballesterer, nega le minacce degli ultrà napoletani ai danni dei trecento passeggeri del treno e afferma che pur avendo assistito alla demolizione dei bagni “non si arriverebbe comunque mai alla cifra che Trenitalia ha comunicato ufficialmente”. Secondo Krennhuber, “l’unico momento di tensione è stato quando, dopo la partita, sono entrate le forze dell’ordine nei bus per picchiare a caso chiunque si trovasse sulla loro via, il tutto con la scusa che queste persone avrebbero ostacolato la partenza dei mezzi”. In definitiva Krennhuber sostiene che “c’è una discrepanza enorme tra quello che abbiamo vissuto quel giorno e cosa hanno riportato i media il giorno seguente”.

Nel frattempo, a distanza di un mese esatto, non si trovano i quattro controllori feriti. Non è stato arrestato nessuno e soprattutto non vi è più traccia dell’intercity “Modigliani”, con i suoi 500mila euro di danni, che la Scientifica di Napoli avrebbe dovuto esaminare. Secondo quanto emerso finora, quattro vagoni si troverebbero ancora a Napoli, mentre gli altri sarebbero stati rimessi in servizio. Nell’inchiesta Rai, Delli Paoli avanza l’ipotesi che il treno mostrato nelle immagini televisive non sia quello “devastato dagli ultrà”, ma un altro. Su questo e su tutto il resto dovrà adesso far luce la procura napoletana.

PUBBLICATO SU Il Manifesto

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