Germania-Turchia: Kreuzberg ha vinto comunque


di Rudi Ostler

Il Manifesto (Italia)

 

Berlino – Il bandierone rosso, con stella e mezzaluna bianche, che per giorni pendeva orgoglioso dal balcone di fronte alle mie finestre, è stato ammainato. La Kreuzberg turca s’era addobbata a festa per la semifinale. Aveva salutato con salve di mortaretti e cortei di auto strombazzanti ogni gol rosso nelle partite precedenti. Mercoledì s’era entusiasmata per una vittoria che sembrava a portata di mano, svanita all’ultimo minuto per il terzo gol tedesco. Ora mastica amaro.

 

Dei 120mila turchi di Berlino, 23mila vivono nel quartiere di Kreuzberg, forse più di 30mila se si considerano i cittadini di origine turca “naturalizzati”, e i bambini nati dopo il 2000, che hanno automaticamente anche la cittadinanza tedesca. In qualche isolato sono loro la maggioranza: turchi i negozi di alimentari, i fruttivendoli, le rosticcerie, i negozietti che vendono giornali e sigarette, gli internet-caffè.

 

La partita sono andata a vederla alla gelateria turca della Admiralstrasse. Sulla stessa strada, al numero 37, davanti alla sede Türkiyempsor, c’era uno schermo più grande, ma troppa folla che si accalcava attorno ai politici locali, desidorosi di mostrare il loro impegno per l’«integrazione» multiculturale. Davanti alla gelateria, sotto una specie di tendone con un’ottantina di posti a sedere, protagonista era il pubblico. Moltissime ragazze, musica turca a tutto volume, danze e sventolii di bandiere coprivano le chiacchiere preliminari degli esperti televisivi – tutti noiosamente tedeschi. Di nuovo musica e cori di Turkiyè-Turkiyè nella pausa. E ancora nel secondo tempo, quando misteriosi black-out fanno scomparire le immagini dal video.

 

Le maglie rosse sul campo dominano il gioco per lunghi tratti. Son loro a insidiare la porta tedesca. E anche quando l’imprevedibile pallone rotola nella porta sbagliata, e l’euforia si sgonfia d’un tratto, non c’è ragione di coprirsi il capo di cenere. Ci si consola con l’orgoglio, “gliela abbiamo fatta sudare”.

 

Poche strade accanto, nei locali lungo il Landwehrkanal, prevaleva un pubblico ugualmente kreuzberghese, ma tedesco. La disfida di Basilea, vista da Kreuzberg, è stata un derby locale, che opponeva due squadre ugualmente radicate nella stessa città. Come che vada, è sempre Kreuzberg a vincere.

 

(27 giugno 2008)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Storie e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...