Reinaldo, il rivoluzionario di Belo Horizonte


 

 

di Rineu Quinalia (Brasile)

 

“Re Re Re, Reinaldo è Il nostro Re”. Tra la fine degli anni settanta e inizio ottanta, questo é stato l’urlo più ascoltato nel Mineirão.

 

Il più grandioso capocannoniere della storia dell’Atlético (il team di Belo Horizonte) con 255 reti segnate, José Reinaldo de Lima, arrivò al club nel ‘73. Sinval Martins, direttore del dipartimento di calcio del Galo, era il capo della delegazione della primavera del club e durante una partita  amichevole  contro il Pontenovense, all’interno dello stato di Minas Gerais. Il direttore rimase impressionato dall’abilità del ragazzo. Subito dopo la partita, andò a casa sua, parlò con i genitori e nella stessa sera portò via Reinaldo per Belo Horizonte.

 

Nel suo primo allenamento con i professionisti dell’Atlético, come riserva della prima punta titolare, entrò e nella prima azione infilò il pallone tra le gambe del difensore. Subito dopo il numero, fu fatto uscire dell’allenamento per non subire nessuna entrata scorretta: il difensore lo aveva preso di mira.

 

Reinaldo ha esordito nella prima squadra del Galo a 16 anni, quando già aveva segnato 53 reti nella primavera. Con il suo impressionante talento, tecnica insuperabile, abilità del dibbling nei piccoli spazi, Reinaldo fu il maggiore goleador della storia del Mineirão, con 153 reti segnati nello stadio di casa.

 

L’attaccante ha anche la migliore media di gol in un’edizione del Campionato brasiliano, quando nel ’77 segnò 28 reti in 19 gare, media di 1,47 per partita, e fu anche il capocannoniere dell’Atlético nella campagna del hexacampionato mineiro, dal ‘78 all’83, con 46 reti.

 

Reinaldo celebrava sempre le sue reti alzando il pugno destro, gesto che alludeva ai rivoluzionari neri del movimento Black Panters statunitense. Per questo atteggiamento, oltre che per le sue posizioni politiche independenti, non é mai piaciuto alla dittatura militare brasiliana.

 

Prima del mondiale del ‘78 in Argentina Reinaldo aveva fatto delle dichiarazione a favore del ritorno della democrazia, ma ricevette una visita del generale Ernesto Geisel, che gli disse: “Tu pensa a giocare, e non parlare di politica, lascia che alla politica ci pensiamo noi”. Ma nello stesso mondiale quando segnò la prima rete brasiliana contra la Svezia, senza esitare alzò con determinazione il pugno destro. Per quell’unico gesto non poté più giocare in quel mondiale. Allora la commissione tecnica della selecao era composta da militari, e subito dopo il gol Reinaldo fu sostituito con Roberto Dinamite, idolo del Vasco da Gama e oggi serio candidato alla presidenza del club carioca.

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