I costi del calcio


 

Enjeux/Les Echos (Francia)

 

Sono cinque i Paesi protagonisti del calcio europeo: Spagna, Inghilterra, Italia, Francia e Germania. Sono, nell’ordine, quelli con le squadre che hanno ottenuto il maggior numero di punti nelle competizioni europee. Ma ci sono forti differenze tra loro.

 

Con un giro d’affari di 2,55 miliardi di euro all’anno e dei costi (tra salari e contributi) pari a 1, 23 miliardi di euro, i campionati inglesi sono i più ricchi, seguiti da quelli italiani (rispettivamente 1,5 miliardi di incassi e 806 milioni di costi).

 

Il loro segreto, spiega Enjeux, consiste nell’aver aumentato il prezzo dei biglietti e nell’aver ripartito in modo equo i proventi dei diritti televisivi tra le varie società. In Germania il finanziamento del calcio proviene solo per un quarto dai diritti televisivi (il resto dipende da ingressi, sponsor, merchandising e naming, cioè la sponsorizzazione dell’intero stadio); in Italia, invece, i diritti costituiscono il 62 per cento delle entrate.

 

Ma mentre in Germania sono 37.600 gli spettatori che assistono in media alle partite della Bundesliga, “in Italia gli stadi sono sempre più vuoti, con una media di 19.200 spettatori a partita”. I campionati italiani sono anche quelli con il passivo più imponente: 52 milioni di euro. Contro i 48 milioni di attivo della Francia.

 

(da Internazionale del 20/26 giugno 2008)

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