Le figu formato Juventus


 

di Carlo M. Miele

Nell’ultimo anno ai tifosi della Juventus è capitato di tutto: hanno perso due scudetti, hanno visto fuggire buona parte dei propri beniamini tra le fila dei rivali e si sono trovati a seguire la squadra su anonimi campi di provincia. Un vero incubo di cui, però, non si ha traccia scartando una delle nuove bustine dei Calciatori Panini. Nella versione 2006/07 del classico album, infatti, i giocatori bianconeri (così come gli altri della serie cadetta) compariranno in foto a figura intera e non sulla figurina “dimezzata” assegnata tradizionalmente alle compagini di B. Una decisione storica, che interrompe una tradizione vecchia oramai 46 anni e presa non a cuor leggero. Perché le discussioni su questo punto – ha spiegato il direttore commerciale Umberto Leone nel corso della conferenza stampa di presentazione tenuta ieri a Roma – sono state lunghe e anche “tormentate”, ma alla fine ha prevalso la linea “di documentare nel modo più giusto una realtà che le cifre testimoniano essere in netta crescita”.

L’azienda modenese, insomma, non attribuisce la scelta alla presenza in B della squadra più amata (e odiata) dagli italiani, ma la motiva con una serie di buone ragioni: numero di abbonamenti, interesse dei media e totale di scudetti in campo. “Non è quindi solo una questione che c’è la Juventus, pensate anche al Bologna, al Genoa e al Napoli – continua Leone – Non potevamo ignorare che la B ha il 31 per cento di pubblico in più e registra un boom di audience e di spazio sui mass-media. Per non parlare del numero degli scudetti vinti dalle squadre che vi partecipano, che non ha uguali in Europa”.

Troppo è cambiato il calcio da quell’autunno 1960, quando Giuseppe Panini trovò a Milano un lotto di vecchie figurine sfuse invendute delle edizioni Nannina che acquistò, sistemò in bustine bianche con cornicette rosse da 2 figurine e mise in vendita a 10 lire l’una. Il successo di allora (3 milioni di pezzi venduti) spinse la famiglia Panini a riproporre l’esperimento con mezzi propri, stampando le figurine e realizzando anche il primo album (’61), che portava in copertina il milanista Nils Liedholm. Quattro anni dopo la rovesciata dello juventino Carlo Parola divenne il simbolo delle figu e nel tempo l’album dei Calciatori è diventato un appuntamento imperdibile per bambini, tifosi e collezionisti. Grazie ai macchinari moderni la tiratura è stata uniformata e non ci sono più pezzi introvabili, come il mitico portiere Pizzaballa, ricordato più per la rarità della sua figurina che per le parate fatte in carriera. In compenso, da qualche anno, c’è stato l’ingresso delle donne, con le formazioni del campionato di serie A femminile. E per la prima volta c’è ora spazio anche per la lega Dilettanti.

La vera novità resta tuttavia la decisione di cambiare il formato alle figurine della serie B, riservando ai protagonisti del torneo cadetto lo stesso spazio dato a quelli della massima serie. Totti della Roma come Cariello del Crotone. Ne è consapevole lo stesso direttore commerciale della Panini: “Peccato, forse abbiamo perso un’occasione storica: vedere i calciatori della Juventus messi a due per ogni figurina. Sappiamo che mezza Italia aspettava con ansia l’album del campionato 2006/07 solo per questo, e invece li abbiamo delusi, interrompendo una nostra antica tradizione”.

Di sicuro alla Vecchia Signora e ai suoi dieci milioni di tifosi è stata risparmiata l’ennesima umiliazione, dopo le tante patite da maggio a oggi. Se pure la Juventus fosse stata retrocessa in serie C, ammette Leone, “allora probabilmente ci saremmo inventati qualcosa anche per questo campionato. Non certo le figurine di ogni giocatore, perché sarebbe stato tecnicamente impossibile, però magari ne avremmo creata una con i quattro calciatori più rappresentativi”.

Al momento non è possibile sapere cosa accadrà allo storico album il prossimo anno. I bianconeri, che viaggiano in B con una media punti da record, con ogni probabilità faranno ritorno nella massima serie. In quel caso, anche l’album dei Calciatori potrebbe riprendere, senza troppi problemi, la classica figurina a due per i cadetti. Ricucendo lo strappo con la tradizione tradita.

PUBBLICATO SU il Manifesto

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